Sei episodi nell’arco di un mese, tre arresti e altrettante denunce. Si moltiplicano in Irpinia i casi di carte d’identità elettroniche manomesse, con il microchip rimosso dal documento di riconoscimento. Una pratica sulla quale si concentra l’attenzione delle forze dell’ordine, intervenute nelle ultime settimane in diversi centri della provincia, da Montoro a Bonito, passando per Avellino, Lauro e il Mandamento baianese.
L’ultimo caso arriva proprio da Montoro, dove i Carabinieri hanno arrestato un 40enne irpino, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, convocato in caserma per motivi di giustizia, ha esibito ai militari una carta d’identità elettronica priva del microchip. Una manomissione che non è sfuggita ai Carabinieri, ai quali il 40enne ha ammesso di aver rimosso personalmente il dispositivo utilizzando un’apposita attrezzatura. Per lui è scattato l’arresto in flagranza, successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, con l’applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana.
Un episodio che segue quello di un altro 57enne, sempre a Montoro, finito in manette per una vicenda analoga. A Bonito, invece, i Carabinieri avevano arrestato un 27enne, mentre ad Avellino un 35enne era stato denunciato per la manomissione del documento. Stesso provvedimento per un 50enne nel Mandamento baianese e per un 37enne a Lauro, denunciato lo scorso 8 ottobre. A questi si aggiunge il precedente del 3 settembre a Quadrelle, dove un 28enne era stato denunciato per un’analoga alterazione della carta d’identità.
Un bilancio che sale dunque a sette episodi considerando anche il mese di settembre. Vicende distinte, accomunate dalla rimozione del microchip, ma sulle quali non risultano al momento collegamenti investigativi accertati. Restano soprattutto da chiarire le motivazioni alla base di una scelta che rende inutilizzabile il documento e può comportare conseguenze penali. La carta d’identità elettronica contiene infatti un dispositivo digitale necessario per le procedure di identificazione e l’accesso ai servizi abilitati. La sua asportazione costituisce una manomissione del documento ufficiale, come ribadito anche dal Comando provinciale dei Carabinieri di Avellino dopo l’ultimo arresto. Una successione di casi che richiama l’attenzione su un fenomeno emerso con una certa frequenza nella cronaca irpina delle ultime settimane.















