Al stadio “Carlo Castellani Computer Gross Arena” va in scena una partita che pesa come un bivio: da una parte l’Avellino lanciato verso un clamoroso aggancio playoff, dall’altra un Empoli chiamato a difendere la categoria in un finale di stagione complicatissimo. Due obiettivi opposti, una tensione altissima e novanta minuti che possono cambiare tutto.
I biancoverdi arrivano all’appuntamento con fiducia e identità ritrovata. Il lavoro di Davide Ballardini ha dato equilibrio e concretezza a una squadra che oggi sa soffrire e colpire nei momenti giusti. L’unica vera novità riguarda la porta: l’assenza di Iannarilli, fermato dall’influenza, spalanca le porte a Daffara. Per il resto, confermato l’assetto visto contro il Bari, con una difesa compatta composta da Cancellotti, Enrici, Izzo e Fontanarosa e un centrocampo ormai rodato con Palmiero in cabina di regia affiancato da Sounas e Besaggio.
Sulla trequarti, Palumbo resta il fulcro creativo, l’uomo incaricato di accendere la luce e mettere in moto l’attacco. In avanti, invece, si rinnova il dubbio: Russo è intoccabile per intensità e rendimento, mentre al suo fianco si giocano una maglia Biasci e Patierno. Il primo sembra avere qualcosa in più, spinto anche dal desiderio di tornare protagonista proprio in una gara dal sapore speciale.
Situazione ben diversa in casa Empoli. I toscani vivono un momento delicatissimo, con una classifica che li vede in piena zona playout e un rendimento che preoccupa: una sola vittoria nelle ultime diciassette uscite. Nemmeno l’arrivo di Fabio Caserta è riuscito finora a invertire davvero la rotta, anche se qualche segnale di reazione si è intravisto.
Dal punto di vista tattico, possibile ritorno alla linea difensiva a quattro, con Fulignati tra i pali e la coppia Guarino–Lovato al centro. Magnino resta un punto fermo in mezzo, mentre davanti Shpendi dovrebbe guidare l’attacco in un reparto condizionato da assenze e condizioni fisiche non ottimali.

















