Tempo di lettura: 2 minuti

Il nuovo volto della Scandone Avellino, Flavio Gay, rompe il silenzio e racconta i retroscena del suo approdo in Irpinia. Non è stata solo una questione di parquet, ma una scelta di vita dettata dalla necessità di ritrovare serenità e stimoli. Il playmaker/guardia si è confessato a cuore aperto, analizzando il momento della squadra e le ambizioni per il prosieguo della stagione.

Gay non si nasconde: scendere di categoria non è stato un passo indietro, ma un salto verso la propria felicità sportiva: “La scelta di Avellino è stata più per un benessere fisico e mentale mio –  spiega il giocatore – Volevo cambiare aria, a Omegna le cose non andavano come mi aspettavo. Quando si è proposta la Scandone non ho esitato un attimo“.

A convincerlo è stato il progetto ambizioso della società e il feeling immediato con lo staff tecnico: “Ho parlato con Ciro (Dell’Imperio, ndr.)  e il presidente: l’ambizione è fare un campionato di vertice e provare il salto di categoria. Ho detto: buttiamoci e torniamo a divertirci”. Nonostante le qualità tecniche indiscutibili per la categoria, l’inserimento in un roster già collaudato richiede tempo. Gay sottolinea però l’ottima accoglienza ricevuta: “Sia i ragazzi che la società sono stati super, mi hanno accolto a braccia aperte – dice – Sapevo di poter fare bene in B2, ma bisogna prima integrarsi in un gruppo di giocatori esperti”.

La vittoria di domenica scorsa sembra aver segnato uno spartiacque fondamentale per la stagione della Scandone. Vincere fuori casa ha permesso alla squadra di liberarsi di un fardello psicologico che rischiava di diventare un ostacolo insormontabile: “La vittoria di domenica scorsa sembra aver segnato uno spartiacque fondamentale per la stagione della Scandone. Vincere fuori casa ha permesso alla squadra di liberarsi di un fardello psicologico che rischiava di diventare un ostacolo insormontabile“.

Domenica al Del Mauro arriva Sennori, fanalino di coda, ma Gay predica calma e concentrazione. L’obiettivo non è guardare la classifica, ma costruire un’identità di gioco solida e costante: “Verranno qui col coltello tra i denti, sarà impegnativa – sottolinea – Dobbiamo trovare più continuità in difesa e coinvolgimento in attacco. Non importa contro chi giochiamo: dobbiamo spingere al massimo ogni partita”.