Il Consiglio di Stato ha confermato in via definitiva l’interdittiva antimafia nei confronti di una società irpina del settore edilizio riconducibile al gruppo Marinelli. La decisione ribalta quanto stabilito in precedenza dal TAR Campania, che aveva inizialmente accolto il ricorso dell’azienda.
Con la sentenza pubblicata a marzo 2026, i giudici amministrativi hanno ritenuto legittimo il provvedimento adottato dalla Prefettura di Avellino, evidenziando come il quadro emerso dalle indagini indichi un rischio concreto di infiltrazioni mafiose nell’attività imprenditoriale.
Secondo il Consiglio di Stato, non si tratterebbe di episodi isolati, ma di rapporti e frequentazioni che nel tempo avrebbero delineato un sistema di relazioni in grado di influenzare anche il settore degli appalti pubblici. Tra gli elementi valutati figurano precedenti giudiziari, legami familiari con ambienti della criminalità organizzata e contatti con soggetti ritenuti vicini ai clan.
I giudici hanno inoltre respinto le tesi difensive della società, ritenendo insufficienti le misure adottate per prevenire possibili condizionamenti esterni. Da qui la decisione di confermare l’interdittiva come strumento necessario a tutela dell’economia legale.
Sulla vicenda è intervenuta anche la prefetta di Avellino, Rosanna Riflesso, che ha sottolineato l’importanza del provvedimento: secondo la rappresentante del Governo, l’azione della Prefettura si inserisce in un’attività costante di prevenzione, finalizzata a proteggere il tessuto economico sano da possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.
La prefetta ha evidenziato come le interdittive antimafia non abbiano una funzione punitiva, ma preventiva, e rappresentino uno strumento essenziale per garantire trasparenza e legalità nel sistema degli appalti e nelle attività imprenditoriali del territorio.
Con questa decisione si chiude definitivamente il contenzioso amministrativo, confermando la linea di rigore delle istituzioni nella lotta alle infiltrazioni mafiose nell’economia locale.
Infiltrazioni mafiose, i giudici confermano le interdittive per il “Gruppo Marinelli”



















