Uso della carta di credito aziendale e dell’auto di servizio dell’Izsm di Portici: un’ipotesi di danno erariale di 314.557 euro è contestata ad Antonio Limone dalla Procura regionale della Corte dei conti. Al manager, oggi dg dell’Asl Caserta, è stato notificato un invito a dedurre dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega del vice procuratore generale Davide Vitale. “L’attività di polizia erariale avrebbe fatto emergere plurimi profili di irregolarità” recita una nota delle Fiamme Gialle. “Gli accertamenti svolti – afferma il comunicato – avrebbero evidenziato il ricorso a carte di credito aziendali per il pagamento di spese di ristorazione, vitto, alloggio, gioielleria, abbigliamento, agenzie di viaggio, carburante e di altri esborsi risultati privi della prescritta documentazione giustificativa e degli elementi necessari a dimostrarne l’effettiva riconducibilità alle finalità istituzionali”. Sarebbe stata inoltre “riscontrata la pressoché totale assenza di note spese, relazioni di missione, documentazione fiscale, indicazione dei beneficiari delle prestazioni e delle motivazioni delle trasferte, con conseguente impossibilità di verificarne l’inerenza all’attività istituzionale“. Gli accertamenti hanno riguardato anche l’utilizzo delle auto di servizio dell’ente. “Dall’analisi dei diari di bordo, dei contratti di noleggio, dei registri di utilizzo e dei dati telepass – spiega la Guardia di finanza – sarebbe emerso un impiego continuativo (talvolta anche notturno) dei veicoli per gli spostamenti tra il luogo di residenza e la sede di servizio, nonché il sostenimento di spese di carburante effettuate prevalentemente presso distributori ubicati in prossimità della residenza dell’utilizzatore”. Secondo quanto emerso dalle indagini, “tali costi sarebbero risultati estranei alle esigenze istituzionali dell’ente e, pertanto, non rimborsabili”.
Adesso Limone ha 45 giorni per depositare memorie difensive o chiedere di essere ascoltato dagli inquirenti. Dopodiché, la Procura (guidata da Giacinto Dammicco) deciderà se citarlo in giudizio, oppure no. Irpino, 64 anni, medico veterinario, un master alla Bocconi in direzione aziendale: Limone è uno dei nomi più noti della sanità campana. Per 25 anni ha guidato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: dal 2000 al 2017 da commissario straordinario, fino al 2025 come direttore generale. È stato anche componente delle unità di crisi istituite dalla Regione Campania per fronteggiare l’emergenza Bse, Blue Tongue, Diossine, brucellosi bufalina. Inserito pure nel gruppo di lavoro “Terra dei Fuochi” sulle indagini tecniche per la mappatura dei terreni campani. L’indagine erariale si focalizza sull’Izsm, nei periodi 2009/2020 (carta di credito) e 2015/2020 (auto di servizio). Nel dettaglio, si ipotizza un danno da indebito utilizzo della carta di credito per 161.173 euro. Un altro da spese di noleggio sostenute per auto di servizio indebitamente utilizzate, pari a 103.708 euro. Riguardo l’uso della vettura, pure quelli da spese di carburante (35.893 euro) e pagamento dei pedaggi autostradali (13.781,50). L’Izsm è un ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero della Salute, ha sede principale a Portici. Nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, svolge il ruolo di organismo tecnico-scientifico per le Regioni Campania e Calabria. L’Istituto si occupa di diagnosi delle malattie animali, sicurezza alimentare, ricerca scientifica, controllo sanitario e supporto ai servizi veterinari, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica.
LE CARTE DI CREDITO AZIENDALI
Elemento di fondamentale rilievo ai fini dell’accertamento della responsabilità sarebbe laduplice veste di ordinatore e pagatore assunta dal Limone rispetto alle spese contestate. In concreto, Limone avrebbe concentrato su di sé il ruolo di chi autorizzava le spese e nel contempo le sosteneva, senza che fosse attivo un sistema di controllo preventivo indipendente. L’istruttoria ha analizzato oltre 1.500 documenti giustificativi presentati a corredo delle spese sostenute con la credit card aziendale. Diverse le presunte criticità sistematiche. La gran maggioranza dei giustificativi acquisiti, per gli investigatori, consisterebbe in scontrini fiscali senza l’indicazione del beneficiario della spesa, delle finalità istituzionali perseguite, della trasferta di riferimento o del progetto cui la spesa si ricollega. Tali documenti non consentirebbero la verifica sugli esborsi. In più, non integrerebbero il requisito documentale richiesto dal Regolamento del Ministero del Tesoro sulle carte di credito nei pagamenti all’interno della Pubblica Amministrazione. Si riscontrerebbe anche una assenza della nota spese mensile dell’utilizzatore. Ma questo, tuttavia, sarebbe avvenuto fino ad un certo punto. La Procura sottolinea infatti che Il Regolamento interno, adottato poi dall’Izsm in seguito alle prime acquisizioni della attività inquirente, avrebbe imposto all’utilizzatore la redazione di un riepilogo mensile firmato, con indicazione di ogni singola spesa e della sua giustificazione. Tale obbligo sarebbe stato, precedentemente, sempre disatteso da Limone. Ci sarebbero quindi rendicontazioni predisposte ex post: i riepiloghi eventualmente prodotti sarebbero stati redatti tardivamente, a distanza di mesi o anni dal sostenimento delle spese, in modo da rendere impossibile qualsiasi controllo preventivo.
Secondo gli investigatori, l’esame degli estratti conto e delle ricevute evidenzierebbe l’uso della carta per spese personali e prive di qualsiasi attinenza con le finalità istituzionali. Tra esse, acquisti presso esercizi di gioielleria, spese per abbigliamento, acquisto di vini e piante ornamentali”. Sarebbero dunque una violazione del citato Regolamento del ministero del Tesoro, configurando una distrazione di fondi pubblici a vantaggio personale. Tra gli svariati acquisti ritenuti sospetti, risulterebbero un libro per regalo ricorrenze di un dipendente, o spese di rappresentanza matrimonio di altro dipendente da 250 euro, un regalo di nozze a dipendente costato 580 euro. Al setaccio ci sono ricevute nei ristoranti, considerate senza dati identificativi dei clienti né alcuna altera forma di giustificativi. Ad esempio quelle da 500 e da 390 euro, per cinque pranzi ciascuna in un famoso locale sul Lungomare di Napoli. Non documentati né ovviamente giustificati” sono reputati i 290 euro spesi in un’enoteca di Avellino. Senza dati identificativi dei clienti sarebbe la ricevuta da 400 euro, emessa a Napoli da un locale glamour di Chiaia per 7 menù a prezzo fisso. Uno scontrino di 357 euro, emesso una domenica del giugno 2016 in un ristorante di Nerano, risulterebbe senza dati identificativi dei clienti né altra forma di giustificativi.
LE AUTO DI SERVIZIO
Dal 2015 l’Istituto Zooprofilattico ha a disposizione un parco auto composto da cosiddetti mezzi tecnici, oltre tre autovetture, stando alle indagini. L’Istituto dichiarerebbe che le autovetture a disposizione sono utilizzate per il trasporto campioni e materiale tra le sedi diagnostiche dell’Istituto ed altri enti del Servizio sanitario. Secondo invece gli inquirenti emergerebbe come le autovetture siano rimaste di fatto nella disponibilità del direttore generale, il quale le avrebbe utilizzate in maniera esclusiva per fini privatistici, tranne pochi casi. A Limone si contesta di aver usato le auto per gli spostamenti dalla sede di lavoro al luogo di dimora, e viceversa. Gli elementi di questa condotta sarebbero rinvenibili nel diario/libretto di viaggio utilizzato dall’Istituto, che documenterebbe per ogni giorno di operatività del veicolo la data, la località della missione, lo scopo, l’orario di partenza e di arrivo, i chilometri percorsi. In queste carte, gli investigatori rimarcano la voce “scopo missione: Dg” riportata negli ordini di uscita firmati dagli autisti, che però non sarebbero controfirmati dal Direttore Generale. Secondo gli inquirenti, il diario evidenzierebbe la mancanza di qualsiasi riferimento a ragioni di servizio istituzionale, a giustificazione degli spostamenti.
Le tre auto di servizio noleggiate – due Audi A6 e un’Alfa Romeo Stelvio -, avrebbero percorso la tratta autostradale Napoli-Avellino per un totale di 3682 passaggi. I rifornimenti di carburante risulterebbero poi quasi esclusivamente effettuati nel Comune irpino dove Limone risiede. Per motivare la contestazione, gli inquirenti evocano il contratto sottoscritto dal direttore generale con l’Izsm. Il compenso è equiparato a quello dei manager Asl, e sarebbe comprensivo delle spese sostenute per gli spostamenti dal luogo di residenza o di dimora alla sede dell’Azienda e viceversa. Spetterebbe anche il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio documentate ed effettivamente sostenute nello svolgimento delle funzioni, al di fuori del Comune dove ha sede il proprio ufficio. In aggiunta, viene citata la legge regionale “Campania Zero” del 2012. La norma abolirebbe l’utilizzo delle auto di servizio in tutta l’amministrazione regionale, comprese le società regionali, le agenzie regionali e le aziende sanitarie locali ed ospedaliere. Uniche eccezioni: i presidenti della giunta e del consiglio regionale.



















