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La Scandone Avellino si prende gara 1 della semifinale playoff e lo fa nel modo più significativo possibile: vincendo in trasferta, in un ambiente caldissimo, contro una Virtus Matera capace di confermare tutte le qualità che le avevano permesso di chiudere il campionato in vetta al proprio girone. Il punteggio di 69-66 maturato al Pala Sassi rappresenta molto più di un semplice successo esterno. È una vittoria che racconta la crescita di una squadra diventata matura, consapevole dei propri mezzi e capace di resistere anche quando la partita sembrava poter scivolare definitivamente dalle mani. In una semifinale dal peso specifico enorme, Avellino ha mostrato soprattutto tenuta mentale.
 

Dopo aver controllato a lungo il match e aver toccato anche il +13, i biancoverdi hanno dovuto fare i conti con il ritorno rabbioso della Virtus Matera, trascinata dall’energia del proprio pubblico e dall’intensità di una squadra che non ha mai smesso di credere nella rimonta. È proprio lì, nel momento più delicato della serata, che la formazione di coach Ciro Dell’Imperio ha dato la sensazione di essere pronta per giocarsi qualcosa di importante.

L’allenatore irpino aveva chiesto una prestazione “da combattenti” e la risposta del gruppo è arrivata in pieno. La Scandone non ha vinto soltanto con il talento o con le giocate individuali, ma soprattutto con l’organizzazione, con la capacità di restare unita e con la lucidità avuta nei possessi decisivi. Una qualità non scontata in una gara playoff giocata punto a punto in un palazzetto trasformato in una bolgia.

Tra i protagonisti spicca inevitabilmente Donda, autentico riferimento sotto canestro per tutta la durata della partita. La sua doppia doppia da 10 punti e 13 rimbalzi certifica una prestazione dominante nel pitturato, fatta di presenza fisica, letture difensive e seconde opportunità conquistate. La sua energia è stata uno dei fattori che hanno permesso ad Avellino di non perdere equilibrio nei momenti più complicati.

Accanto al lavoro del lungo biancoverde, decisivo anche l’impatto di Stefanini. Le sue triple hanno spesso spezzato l’inerzia favorevole ai lucani, soprattutto quando il match sembrava girare definitivamente dalla parte di Matera. Canestri pesanti, realizzati con personalità e coraggio, che hanno restituito fiducia a tutta la squadra. Da sottolineare anche la gestione di Cantone nel finale, bravo a prendere in mano la regia dopo l’uscita per infortunio di Kmetic e a guidare i compagni con lucidità nei possessi più delicati.

La sensazione, al termine della gara, è che questa vittoria abbia un valore che va oltre l’1-0 nella serie. Vincere a Matera, in questo contesto, significa mandare un messaggio chiaro anche dal punto di vista mentale. La Scandone ha dimostrato di poter soffrire senza disunirsi e di saper reagire nei momenti di maggiore pressione. Aspetti che spesso fanno la differenza nelle sfide playoff.

Nel post partita coach Dell’Imperio ha voluto sottolineare proprio la forza caratteriale mostrata dalla sua squadra: “Avevamo bisogno di una partita solida, vera, da combattenti, perché eravamo consapevoli di affrontare una squadra ostica, ben allenata e con individualità importanti. I ragazzi sono stati straordinari e hanno disputato una partita esemplare, restando lucidi anche nel momento più difficile, quando Matera è rientrata dal -13“.

L’allenatore biancoverde ha poi invitato tutti a mantenere alta la concentrazione: “Non abbiamo ancora fatto nulla, è finito soltanto il primo tempo della serie. In gara 2 dovremo ripartire dalla stessa mentalità e dalla stessa fame”.

Adesso il fattore campo passa nelle mani della Scandone. Mercoledì 27 maggio, davanti al pubblico del Del Mauro, Avellino avrà il primo match point per conquistare la finale playoff. Un’occasione importante, da affrontare però con lo stesso equilibrio e la stessa intensità mostrate in gara 1.