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Non è stata solo la presentazione di una squadra, ma un vero e proprio abbraccio collettivo. In una sala gremita, dove l’aria vibrava di un’energia palpabile, Laura Nargi ha lanciato la sua sfida per la guida di Avellino, dopo essere stata sfiduciata dopo appena un anno di Governo.

Visibilmente emozionata, quasi travolta dal calore umano dei presenti, la candidata ha parlato con il cuore in mano. Speravo in questo calore, ma non me lo aspettavo così forte”, ha confessato tra gli applausi scroscianti.

La Nargi ha trasformato la sua commozione in forza, parlando di una città che “ha sofferto troppo” e che ora reclama il diritto di tornare a sognare. “Non possiamo più sbagliare”, ha scandito, quasi a voler siglare un patto d’onore con ogni singolo cittadino presente. 

Non nomina mai gli altri due aspiranti sindaci, ma in due telergafici passati ricorda come sia stata sfiduciata senza un reale motivo ( il riferimento a Gianluca Festa), e poi che c’è una coalizione accozzaglia farciti di ex amministratori che oggi professano il nuovo ( il riferimento al campo largo di Nello Pizza).

Il fulcro del suo intervento è stato l’orgoglio di un progetto profondamente e visceralmente civico.  “Un patto con Avellino”. Nonostante la presenza in sala di figure di primo piano della politica regionale e nazionale – come il consigliere Livio Petitto, i vertici di Forza Italia Angelo D’Agostino e Fulvio Martusciello, la coordinatrice di Fratelli d’Italia Ines Fruncillo e Gianfranco Rotondi – Laura Nargi ha chiarito che il loro è un sostegno al progetto, non una questione di bandiere.
Ha voluto ribadire con estrema fermezza che l’unico vero “apparentamento” che il suo movimento ha stretto, e che continuerà a onorare, è quello esclusivo con i concittadini.

Le voci su accordi sottobanco e i sondaggi che ha definito “farlocchi” sono stati liquidati come segni di debolezza di un avversario che, a suo dire, pecca di troppa presunzione.

Proprio contro questa presunzione, incarnata da un Partito Democratico che si presenta con una costellazione di liste convinto di chiudere la partita al primo turno, la Nargi ha alzato lo scudo dell’umiltà e della concretezza.

Ha presentato un programma che definisce “robusto e solido”, frutto di un’analisi certosina fatta strada per strada, ascoltando le ferite e le ambizioni degli avellinesi. 

“Noi siamo energia, siamo il futuro che abbiamo iniziato a immaginare insieme“, ha concluso la candidata, lasciando intendere che la strada verso Palazzo di Città sarà lunga, ma sostenuta da un entusiasmo che ad Avellino mancava da troppo tempo. È un cammino che lei intende percorrere senza catene, libera di rispondere solo a quel bagno di folla che, con il suo calore, l’ha ufficialmente investita della missione di far rinascere la città.