Le pagelle.
Daffara 5. È uno dei pochi a salvarsi davvero. Nel primo tempo tiene a galla l’Avellino con un intervento reattivo su Doumbia che evita un passivo ancora più pesante. Sui gol può fare poco: viene spesso lasciato esposto da una linea difensiva che concede troppo campo e troppe seconde palle. Prova anche a guidare il reparto con qualche richiamo, ma la sensazione è che sia stato abbandonato a sé stesso.
Enrici 5. Serata complicata sotto ogni punto di vista. Va in affanno quando viene attaccato in velocità e soffre le rotazioni offensive dei lagunari. Poco preciso anche nelle uscite palla al piede, dove di solito garantisce maggiore pulizia. Non riesce mai a prendere le misure agli avversari e finisce per giocare in costante emergenza. (46’ Russo 5: entra per dare maggiore copertura sulla sinistra ma non riesce a cambiare l’inerzia del match. Ordinato, ma troppo timido nelle letture.)
Simic 5.5. Il più lucido del pacchetto arretrato. Prova a tenere la linea compatta e si distingue per alcuni interventi puntuali nei duelli individuali. È l’ultimo ad arrendersi e almeno sul piano dell’atteggiamento non tradisce. Non può però reggere da solo l’urto continuo di un attacco in fiducia.
Reale 4. Inizia con una buona chiusura difensiva che lascia pensare a una serata positiva. L’autorete, però, lo manda completamente fuori giri. Da quel momento perde sicurezza, sbaglia tempi di intervento e fatica a contenere le sovrapposizioni avversarie. La pressione lo travolge e la sua partita diventa un lungo inseguimento.
Missori 5. Solita disponibilità e grande corsa sulla fascia. Si propone con continuità, ma raramente riesce a trasformare la spinta in pericolo concreto. In fase difensiva soffre quando viene puntato nell’uno contro uno, anche se non si tira mai indietro. Prestazione generosa, ma non sufficiente per arginare un Venezia quasi perfetto.
Kumi 4,5. Parte con discreta personalità, cercando anche qualche verticalizzazione interessante. Poi il retropassaggio avventato che rischia di spalancare la porta a Casas e la chiusura tardiva su Dagasso nell’azione dell’1-0 pesano enormemente. Dopo quegli episodi perde sicurezza e la sua prestazione cala vistosamente. (46’ Patierno 5: si muove tanto ma viene servito poco e male. Schiacciato dalla fisicità dei centrali, fatica a trovare spazi e a rendersi pericoloso).
Sounas 5. Da capitano prova a metterci energia, ma la mediana avversaria gli prende il tempo e il controllo del ritmo. Alterna qualche recupero a diverse imprecisioni in costruzione. Non riesce a guidare la squadra nel momento più delicato, quando serviva personalità e lucidità. (61’ Armellino 5. entra con atteggiamento combattivo e almeno prova ad alzare l’intensità nei contrasti, ma la gara è già indirizzata).
Palumbo 5. Ancora una prova opaca. Fatica a trovare spazi tra le linee e quando riceve palla è spesso raddoppiato. Qualche buona idea resta isolata, senza continuità. L’Avellino avrebbe bisogno della sua qualità, ma la sua luce resta spenta anche stavolta. (46’ Le Borgne 4.ingresso nervoso e poco lucido. Sbaglia appoggi semplici e si complica la partita con un doppio giallo evitabile che lascia i suoi in ulteriore difficoltà).
Fontanarosa 5. Prova a resistere con fisicità e attenzione, trovando anche un salvataggio prezioso sulla linea. Tuttavia, nel corso della gara finisce per concedere troppo spazio sugli esterni e lascia libertà a Dagasso nell’azione del quarto gol. Alterna buone letture a momenti di evidente sofferenza.
Insigne 5. Doveva essere l’uomo in grado di accendere la fantasia, invece resta ai margini. Perde molti palloni e non riesce mai a trovare la giocata decisiva. Si muove tanto ma incide pochissimo, risultando prevedibile e facilmente contenibile. (84’ D’Andrea s.v.)
Tutino 4. La sua partita è segnata dall’espulsione: un intervento scomposto e ingenuo che cambia completamente l’inerzia del match. Fino a quel momento aveva provato a lavorare spalle alla porta, ma senza grande efficacia. Il rosso pesa in maniera determinante sull’economia della gara.
All. Ballardini 5. Il piano gara viene inevitabilmente stravolto dall’inferiorità numerica, ma anche prima del rosso l’Avellino appariva fragile e poco compatto. La squadra fatica a reagire alle difficoltà e sembra subire l’intensità avversaria senza trovare contromisure efficaci. Serve una scossa immediata nelle prossime uscite, soprattutto sotto il profilo mentale.

















