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La vittoria dell’Unicusano Avellino Basket contro la Dole Basket Rimini rappresenta molto più di due punti: è il primo vero segnale della “cura Di Carlo”. Dopo due sconfitte consecutive e un ambiente appesantito, la squadra ha reagito con carattere e idee più chiare, mostrando quella continuità mentale che fin qui era mancata.

Il nuovo coach ha scelto di ridurre le rotazioni, una mossa rischiosa ma efficace quando si vuole ricostruire fiducia e ritmo: meno giocatori coinvolti, più responsabilità, più solidità. La decisione di impiegare Lewis da ala forte, sia per necessità sia per intuito, ha dato subito equilibrio, aprendo il campo e offrendo soluzioni nuove a un’attacco che troppo spesso si era inceppato.

Particolarmente significativa è stata la scelta di ricorrere al quintetto con quattro piccoli: una rarità per Avellino negli ultimi anni, ma una soluzione che ha aumentato velocità, intensità difensiva e spazi per le penetrazioni degli esterni. L’inerzia del match è cambiata proprio in quel momento, e non a caso Chandler ha trovato più varchi, risultando decisivo nelle fiammate dell’ultimo quarto. Al di là degli aspetti tecnici, la squadra ha mostrato un atteggiamento diverso: presenza mentale, voglia di lottare a rimbalzo, aggressività sulle linee di passaggio, capacità di soffrire insieme nei momenti complicati.

Di Carlo lo ha sottolineato senza giri di parole: la vittoria certifica le potenzialità del gruppo, ma la vera sfida sarà replicare questa intensità e trasformarla in identità. Il percorso è appena iniziato, e il momento delicato non è ancora alle spalle, ma la squadra ha dato un primo segnale di compattezza che finora era mancato. Ora la parola d’ordine è continuità: mercoledì c’è Pistoia e questa volta Avellino non potrà nascondersi. La strada sembra finalmente quella giusta, e sta ai biancoverdi dimostrarlo partita dopo partita. Ma non c’è tempo per fermarsi, mercoledì nuovo banco di prova in esterna contro l’Estra Pistoia.