«Il Campo largo sta peggio di me sul piano della salute fisica». Non perde il senso dell’umorismo l’onorevole Clemente Mastella, ad Avellino all’incontro promosso da “Noi di Centro” dal titolo il “Centro in campo” dove è arrivato accompagnato dalla moglie Sandra Lonardo e accolto da una vasta platea di militanti e simpatizzanti.
Ed è proprio per la centralità, anche in termini di alleanze, che il sindaco di Benevento rinvendica al suo partito che ribadisce come “pur essendoci questa volta le condizioni per vincere contro la destra, la coalizione di centrosinistra rischia un ulteriore suicidio. Vedo un andazzo che non mi piace e non mi convince. Le alleanze non sono eterne, anche perché non sono indissolubili né dettate da un modo di essere.”.
Sotto la lente di ingrandimento finisce la gestione delle candidature e lo strumento delle primarie, verso cui si dice nettamente contrario: «Quando le feci io arrivai terzo dopo Prodi e Bertinotti. Ma allora c’era un leader riconosciuto, Romano Prodi. Oggi, nel centrosinistra, manca una vera leadership».
Mettendo a confronto l’opposizione con Giorgia Meloni, Mastella sottolinea la presenza di due figure di rilievo come Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma prive di un primato condiviso. Per superare lo stallo, suggerisce di abbandonare le dispute personali e affidarsi ai sondaggi per individuare il candidato con maggiori possibilità di battere la premier.
Ad ogni modo per l’ex Guardasigilli “Il centro è il centro, poi può allearsi da una parte o dall’altra e ricordo il peso determinante che può esercitare negli equilibri elettorali, come accadde nel 2006. Resta il fatto che anche a livello locale e regionale — da Avellino a Caserta —”I partito sono Sono diventati ectoplasmi, incapaci di fare comunità e creare entusiasmo».
Resta il tema della legge elettorale che rischia di penalizzare territorio proprio come Benevento ed Avellino e, a questo proposito, ha annunciato di aver firmato, insieme a un gruppo di costituzionalisti, un ricorso alla Corte Costituzionale affinché vengano modificate le criticità di un testo che «non sta in piedi». ” E poi bisognerebbe chiedere a chi l’ha votata questa legge, come intenda difendere il territorio, come se dovesse esserci una sorta di garitta intelligente a sua tutela”.
E sullo “stato di salute” del Comune di Benevento alla prese con le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato l’amministrazione comunale di Benevento, il Sindaco rivendica la propria estraneità, ricordando come “Non è che il Comune di Avellino se la sia passata e se la passi bene con la Giustizia”, il riferimento all’inchiesta Dolcevita
Ad ogni modo chiarisce come «Un’inchiesta ci sta. Come dice il Vangelo, se il servo si fotte i soldi, risponde davanti alla magistratura. Non si può rispondere per gli altri».


















