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 Oltre 2 mila ettari di territorio comunale, il 54 per cento dell’intera superficie, inglobato nella Zona di Protezione Speciale, senza interpellare i diretti interessati. La delibera della giunta regionale della Campania, approvata il 30 giugno scorso, viene apertamente contestata dal comune di Monteverde, 659 abitanti in provincia di Avellino, per i concreti effetti dei vincoli connessi alla Zps: anche interventi di normale gestione del territorio, dalla sistemazione delle strade comunali alla pulizia delle cunette, dalla manutenzione del sottobosco al taglio della vegetazione, ed anche la semplice installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di un’abitazione, incapperebbero nella tagliola di procedure complesse, lunghe e spesso onerose.

Il sindaco, Tonino Vella, ha convocato un consiglio comunale aperto ai cittadini mentre nel frattempo ha chiesto l’accesso agli atti e un incontro urgente con la Regione Campania. “La tutela dell’ambiente -ricorda Vella- è un valore sul quale Monteverde ha investito molto: una Zps, se nasce dal dialogo con il territorio ed è accompagnata da strumenti concreti di valorizzazione, può rappresentare un’opportunità. Ma senza il coinvolgimento della comunità locale, rischia di trasformarsi in un grave ostacolo alla vita quotidiana dei cittadini e per le prospettive di sviluppo del paese”.

Lo stesso sindaco ricorda che la parte di maggior pregio ambientale del territorio comunale, pari a quasi 700 ettari, è già fortemente tutelata dagli strumenti urbanistici vigenti, a partire dal Piano Urbanistico comunale. “Le aree interne -conclude Vella- hanno bisogno di investimenti, infrastrutture e opportunità, non di ulteriori ostacoli amministrativi”.