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Due presentazioni prima annunciate e poi spostate, prima a Campagna e poi a Sala Consilina. Ancora una volta, quindi, in provincia di Salerno, ora tocca ad Avellino dove l’appuntamento per la presentazione del libro di Caio Mussolini, pronipote del “Duce”, al momento è stato confermato.

Ma anche nel capoluogo irpino si accedono polemiche in in vista della presentazione del libro “Mussolini e il fascismo. L’altra storia” , in programma sabato 14 febbraio 2026 alle ore 17:00 presso il Circolo della Stampa, in Corso Vittorio Emanuele 6.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giorgio Almirante, che ha organizzato l’incontro come momento di approfondimento storico e culturale. Il programma prevede l’introduzione di Sonia Lombardo e gli interventi dell’avv. Valentina Carnielli, di Giuliana de’ Medici, segretario nazionale della Fondazione G.A., e dell’on. Gianfranco Rotondi.

Il libro, come suggerisce il sottotitolo “L’altra storia”, propone una rilettura del periodo fascista che ha già suscitato discussioni e contestazioni in altre città italiane, dove analoghe presentazioni sono state oggetto di proteste da parte di associazioni antifasciste e realtà civiche locali. Anche ad Avellino, l’annuncio dell’evento ha generato reazioni contrastanti tra chi ritiene legittimo il confronto culturale su ogni pagina della storia nazionale e chi teme il rischio di una narrazione considerata revisionista o apologetica.

Le contestazioni si concentrano in particolare sull’opportunità di ospitare in uno spazio pubblico un evento legato a una figura che porta un cognome così fortemente associato alla dittatura fascista targata Benito Mussolini. Alcune associazioni hanno sottolineato l’importanza di tutelare la memoria storica e i valori antifascisti sanciti dalla Costituzione, chiedendo alle istituzioni di vigilare sul significato simbolico dell’iniziativa.

Ancora più dura la presa di posizione della “Rete Pace e Riarmo” che ricorda la location dove è stato organizzato l’evento è gestito dall’Ordine dei giornalisti della Campania:  “L’Ordine svolge un ruolo pubblico di grande responsabilità: è chiamato a promuovere l’etica dell’informazione, il rispetto dei principi democratici e la memoria storica. Ospitare un evento legato a figure che richiamano, direttamente o indirettamente, l’eredità del fascismo rischia di contribuire a una pericolosa normalizzazione di un passato che ha prodotto leggi razziali, repressione, guerra e negazione delle libertà fondamentali.
La libertà di espressione, valore imprescindibile, non può essere confusa con la concessione di spazi istituzionali a iniziative che risultano divisive e incompatibili con la missione e il prestigio dell’Ordine stesso.
Per queste ragioni chiediamo formalmente all’Ordine dei Giornalisti di annullare l’evento in programma e di riaffermare con chiarezza il proprio impegno a difesa dei valori democratici, dell’antifascismo e della responsabilità civile dell’informazion”e.

Dall’altra parte, gli organizzatori respingono le accuse di voler promuovere apologie e rivendicano il diritto al confronto e alla libertà di espressione. Sabino Morano, vice commissario della Lega ha affidato ai social un commento che sintetizza la posizione di chi difende la tenuta dell’incontro. Morano sottolinea dunque la necessità di affrontare il confronto sul piano culturale, invitando eventualmente al dibattito diretto piuttosto che alla richiesta di annullamento dell’evento.

Non risultano, al momento, provvedimenti di revoca o limitazioni da parte delle autorità locali. Resta però evidente come il tema continui a dividere l’opinione pubblica, riaprendo un confronto più ampio sul rapporto tra libertà di espressione, memoria storica e responsabilità civile.