“L’Associazione ‘I Santangiolesi’, gli abitanti di Sant’Angelo a Cancelli, Pietradefusi e tutti i comuni vicini esprimono preoccupazione per la decisione di insediare, nell’area del Cimitero di Sant’Angelo a Cancelli (già Comune prima di divenire frazione del Comune di Pietradefusi), un forno crematorio per salme.
Come detto la presenza del cimitero a Sant’Angelo a Cancelli è dovuto al fatto che questo era in passato Comune autonomo successivamente annesso al Comune di Pietradefusi.
L’associazione riunita in comitato allargato alla cittadinanza ha iniziato una raccolta firme sia immateriali tramite una petizione su change.org sia cartacea raggiungendo circa 1000 firme.
La programmazione urbanistica del Comune di Pietradefusi aveva stabilito che il cimitero di Sant’Angelo dovesse andare a dismissione non concedendo più ulteriori permessi di sepoltura, essendo presente il cimitero intercomunale di Pietradefusi-Venticano recentemente ampliato.
Già la precedente amministrazione aveva paventato l’ipotesi di realizzazione di un forno crematorio che è però rimasta solo una proposta (verso la quale l’attuale sindaco esprimeva profondo dissenso). Mentre, allo stato attuale la deliberazione di giunta n° 61 del 03/10/2025 ha approvato una proposta di Project Financing pervenuta da parte di una società a responsabilità limitata con sede in provincia di Caserta ed è stato pubblicato bando di Gara con diritto di prelazione in favore del soggetto proponente con scadenza 5 gennaio 2026 e successiva apertura delle offerte il 15 Gennaio con valutazione da parte di una non meglio precisata Commissione di Autorità Locale.
L’amministrazione comunale giustifica l’intervento con esigenze di carattere economico essendo il Comune in dissesto finanziario e oberato da una enorme mole debitoria che oggettivamente non verrebbe nemmeno dimezzata nei prossimi 30 anni!!!!!!!!!!!!!
La previsione di un ulteriore impianto crematorio in provincia di Avellino violerebbe il criterio di ripartizione territoriale, su base Provinciale, individuato dalla Regione Campania che con notevolissimo ritardo ha approvato il Piano Regionale nel quale viene previsto un impianto per la provincia di Avellino già soddisfatto da quello esistente in Domicella.
Numerose sono inoltre le criticità pratiche: la presenza nelle vicinanze di numerose aziende agricole per la produzione vinicola e olivicola, si rammenta che tutto il territorio comunale è area DOCG per l’aglianico di Taurasi; presenza nelle immediate adiacenze di un serbatoio dell’acqua potabile a servizio dell’acquedotto pubblico; la previsione nei dintorni del passaggio della rete elettrica Terna a tensione di 380.000 Volt; la previsione di una utenza interprovinciale e interregionale con affluenza di diverse decine di persone al giorno, tra operatori e familiari dei defunti, data la potenzialità operativa che potrebbe raggiungere le 20 salme al giorno, con continuo andirivieni di addetti del settore; la mancanza di servizi essenziali come una rete metanifera e una rete fognaria; la instabilità dei terreni certificata dalla autorità di bacino nelle aree limitrofe e da movimenti franosi in corso nelle adiacenze all’area di intervento.
Chiediamo agli Amministratori Comunali di tornare sui propri passi e annullare la previsione di quest’opera dannosa per il territorio e per i cittadini.
Chiediamo agli Amministratori Provinciali e Regionali di fare tutto quanto in loro potere al fine di impedire la realizzazione di un’opera in contrasto con le previsioni di piano regionale, che prevedono un solo tempio crematorio per la provincia di Avellino, e in contrasto con la programmazione territoriale di coordinamento provinciale!”, così nella nota l’Associazione “ ‘I Sant’Angiolesi’.
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No al forno crematorio: il 3 gennaio manifestazione di protesta a Pietradefusi
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