La sigla sindacale CSA RAL di Avellino interviene rispetto ad una vicenda di lavoro, che vede coinvolto un dipendente stimatissimo della Pubblica Amministrazione tale Lucio De Pascale, Funzionario-Istruttore Direttivo di Vigilanza a tempo indeterminato del Comune di Solofra, dove ha ricoperto dal 18 giugno 2018 al 31 maggio 2022 il ruolo Dirigenziale di Comandante della Polizia Municipale di Solofra e dal 2 giugno 2022 al 12 aprile 2026 di Comandante e Responsabile di Area IV P.M. Solofra, nel ruolo di Funzionario a tempo indeterminato dello stesso Ente Locale, con proroga ed emissione dei vari Decreti Sindacali di nomina.
Tutto ad un tratto però, in data 13 aprile 2026 e guarda caso, in concomitanza di un delicato Consiglio Comunale, il Comune di Solofra, di fatto non rinnova il Decreto Sindacale di nomina al De Pascale, senza un motivo di giusta causa certo, o meglio ancora per motivi tutti da chiarire, perché agli atti del ricorso e non solo, pendono elementi di una gravità assoluta al vaglio del Tribunale di Avellino.
Successivamente, allo stesso vengono anche revocati i gradi di Maggiore ed assegnati i gradi di Sottotenente, compiendo, di fatto una degradazione.
In generale, rispetto alla procedura di nomina dei Responsabili di Area con posizione organizzativa, la norma nazionale e il Regolamento Comunale della Città di Solofra, approvato con D.G.M. n. 26 del 26/02/2020, prevede che chi nomina deve tenere conto nella propria valutazione di merito, della maggiore professionalità in possesso dei candidati e dell’anzianità di servizio nel ruolo o nella categoria tra i dipendenti scelti, con giusta motivazione da rendere nel provvedimento sindacale, e non quindi una nomina “intuitu personae”; inoltre, bisogna procedere ad una valutazione comparativa dei curricula tra tutti i dipendenti comunali in servizio. Tutto questo non è stato rispettato e non si teme smentita da parte dell’Ente in questione.
Riguardo, invece, al grado di MAGGIORE attribuito al Dott. De Pascale, si ricorda che lo stesso fu conferito dall’attuale Sindaco del Comune di Solofra con Decreto Sindacale n 15, del 2 giugno 2025 di protocollo generale n. 8290, nel rispetto dei requisiti previsti dal Regolamento della Regione Campania n. 1 del 2015 e non certo per “simpatia”.
Tanto che, durante la cerimonia di nomina ed anche in altre circostanze, il Sindaco non ha perso occasione per elogiare il Comandante De Pascale, sino a definirlo, se pur con un termine improprio, che il De Pascale era il sesto Assessore della Sua Giunta Comunale.
A questo punto, sorgono spontanee alcune domande: se oggi gli viene revocato tale grado di Maggiore assegnandogli il grado di Sottotenente, che si riceve come grado di prima nomina in categoria D, mentre, invece, il De Pascale ha maturato 11 anni in categoria D e nel ruolo di Comandante della P.M., tra cui, otto anni al Comune di Solofra e i restanti nei Comuni di Bracigliano, Siano e Calvanico, perchè gli fu assegnato il grado di Maggiore il 2 giugno 2025? E. come mai viene nominato il nuovo Comandante senza rispettare la procedura nazionale e locale prevista per i Responsabili di area con posizione organizzativa?
Ed ancora: cosa è successo nelle mura del Palazzo di Città, dove il cambio del Responsabile di Area è avvenuto solo per l’Area IV^ Polizia Municipale e non per gli altri responsabili di Area?
Tra l’altro cinque di questi Responsabili sono in possesso di meno anni di servizio nel ruolo e nella categoria D, rispetto al Dott. De Pascale.
Inoltre, non risulta evidente una macro organizzazione del Comune di Solofra, perché su sei Aree presenti nell’Ente Locale citato, cinque Responsabili di Area sono stati riconfermati nell’incarico con Decreto Sindacale eccetto per il Comandante De Pascale.
Infine, per chiarire il caso in esame, la pronuncia del Tribunale del Lavoro di Avellino con l’Ordinanza procedimento n. 2220-1/2026, AL MOMENTO non accoglie le richieste del ricorrente in questa fase cautelare, bensì rimanda l’oggetto del contendere alla successiva causa di merito la cui Udienza è fissata per il 25 settembre 2026.
Tutto questo, in qualche testata giornalistica, particolari così importanti per le ragioni del ricorrente, vengono omessi, forse per creare confusione e/o vantaggio pubblicistico alla controparte; come si omette, anche, di far conoscere all’opinione pubblica il peso, la delicatezza e l’importanza del ricorso presentato dal De Pascale Lucio, nel quale sono contenuti gravi elementi di prova e di condotta tenuta da parte dei responsabili nel caso per il quale si procede.
Noi siamo fiduciosi dell’Autorità Giudiziaria e si auspica anche in un intervento da parte delle Autorità competenti e investigative, oltre che dei componenti del Consiglio Comunale, rispetto agli elementi di prova contenuti nel ricorso, rispetto ai quali, per attaccamento ai valori della verità e della giustizia, non si può restare a guardare e non si può restare in silenzio. Probabilmente le persone perbene, in una società moderna risultano essere scomode.




















