Sarà una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Forlì a fare luce sulle cause del drammatico incidente avvenuto lo scorso 19 ottobre lungo la E45, a Borello, costato la vita all’ispettore della Digos di Avellino Antonio Villani.
L’accertamento, affidato a un perito che avrà sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni, dovrà chiarire perché il conducente di un Suv – un professionista di Cesena indagato per omicidio stradale aggravato dalle lesioni al trasportato – abbia improvvisamente perso il controllo della vettura.
Il sinistro si è verificato in direzione nord, all’interno di un’area di sosta della superstrada dove Villani si trovava per un servizio di scorta ai tifosi irpini in trasferta. Per cause ancora al vaglio, il fuoristrada ha percorso l’intera area di sosta abbattendo alcuni segnali stradali prima di travolgere l’ispettore, che si trovava nei pressi di un’aiuola.
Le indagini, condotte dalla Polizia Stradale e coordinate dal pubblico ministero Emanuele Daddi, hanno finora escluso l’uso di alcol o sostanze stupefacenti da parte del guidatore, i cui test sono risultati negativi. Di conseguenza, resta del tutto inspiegabile la dinamica che ha portato il veicolo a uscire fuori controllo. La perizia disposta dalla Procura analizzerà dunque lo stato meccanico del mezzo e la cinematica dell’impatto.
Nel frattempo, la difesa dell’indagato ha avanzato la richiesta di un esame specifico sulla “scatola nera” della vettura, uno strumento chiave per ricostruire gli istanti che hanno preceduto lo schianto. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Benedetto Vittorio De Maio, hanno invece nominato come proprio consulente di parte l’ingegnere Alessandro Lima, che prenderà parte a tutte le operazioni per seguire da vicino gli accertamenti.
Tra due mesi, dunque, la perizia tecnica stabilirà se a determinare la tragedia sia stato un cedimento meccanico del veicolo o un errore umano da parte di chi era al volante.



















