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Certe insegne diventano parte del paesaggio emotivo di una città. Non servono effetti speciali per raccontarle: bastano gli anni, le persone, le abitudini. Ad Atripalda si chiude una di quelle storie che sembravano destinate a restare accese per sempre, come il forno che per oltre mezzo secolo ha accompagnato serate, famiglie e generazioni intere. La storica pizzeria “Da Vincenzoabbassa la saracinesca e con lei si chiude un capitolo importante della memoria cittadina.

Dietro quel bancone, per una vita, c’è stato Gennaro Iovine. Settantaquattro anni, mani consumate dal lavoro e lo stesso sguardo di chi ha fatto della semplicità una scelta quotidiana. Per tutti era “Gennaro della pizza”, ma prima ancora era il figlio di Biagio Iovine, “Zi Vicienzo”, uno dei primi a portare la vera pizza napoletana in Irpinia.

La loro è una storia fatta di partenze e sacrifici. Napoli, i vicoli di Chiaia e Mergellina, poi il trasferimento in provincia nel 1960. Una famiglia intera che cambia vita inseguendo il lavoro, portando con sé un mestiere antico e una cultura che allora, da queste parti, era ancora una novità. Gennaro aveva appena tredici anni quando iniziò ad aiutare il padre insieme al fratello Gaetano. Da allora non ha più lasciato il forno.

Prima le esperienze nei locali storici tra Avellino e Solofra, poi la decisione di aprire un’attività tutta loro. Negli anni Settanta nacque la pizzeria in via De Renzi. Dopo il terremoto dell’80 arrivò Atripalda, con il trasferimento in via Appia e infine, dal 1998, la sede di via Manfredi. Un luogo diventato familiare per tanti: tavoli pieni nei fine settimana, pizze che uscivano senza fretta, clienti diventati amici.

Negli ultimi anni la gestione era passata alla figlia Carmela, ma Gennaro è rimasto il cuore silenzioso del locale. Presenza discreta, costante. Uno di quelli che non hanno mai avuto bisogno di raccontarsi troppo per farsi voler bene.

La forno si spegne, ma il profumo dei ricordi resta“. Dentro questa frase c’è forse il senso più autentico della loro storia. Perché alcune attività commerciali, col tempo, smettono di essere semplici locali. Diventano luoghi della memoria. Ci vai per mangiare, ma poi ci torni per ciò che rappresentano. Anche il sindaco Paolo Spagnuolo ha voluto salutare la famiglia Iovine: “Atripalda saluta un pezzo della sua storia. Dopo una vita dedicata al lavoro, oggi la comunità restituisce Gennaro alla sua famiglia e ai suoi nipoti”.

E forse è proprio questa l’immagine più bella da conservare: un uomo che dopo una vita passata davanti al forno torna finalmente a casa, lasciando dietro di sé non solo una pizzeria, ma una lunga storia di lavoro, dignità e ricordi condivisi.