Si è svolta presso la Sala Blu del Carcere Borbonico “C. De Mita” di Avellino un nuov incontro dedicato alla riforma costituzionale della magistratura e al referendum sulla separazione delle carriere, uno dei temi più discussi nel panorama istituzionale italiano. L’iniziativa è stata promossa da Tempi Nuovi Popolari Uniti Avellino, dalla Camera Penale Irpina e dal Comitato Irpino per il Sì, con il patrocinio della Provincia di Avellino.
A introdurre e moderare il dibattito è stato l’avvocato Amerigo Festa. I saluti istituzionali sono stati affidati all’avvocato Gaetano Aufiero, all’avvocato Giuseppe Vetrano e al dottor Bruno Gambardella. In collegamento video è intervenuta l’onorevole Pina Picierno, che ha offerto una riflessione sull’indipendenza della magistratura in ambito europeo. Le conclusioni sono state affidate all’onorevole Giuseppe Gargani.
Nel corso del dibattito, l’avvocato Luigi Petrillo ha contestato con decisione le critiche rivolte alla riforma, sostenendo che essa non incide sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura, così come garantite dalla Costituzione. Secondo Petrillo, la separazione delle carriere contribuirebbe invece a migliorare la qualità della giustizia, rafforzando la posizione di terzietà del giudice rispetto alle parti in causa. Un giudice, ha aggiunto, più libero sia da pressioni esterne — in particolare politiche — sia da dinamiche interne come il correntismo.
Il tema del Consiglio Superiore della Magistratura è stato affrontato dal dottor Bruno Gambardella, che ha difeso il criterio del sorteggio nella selezione dei componenti. A suo avviso, non si tratta di un “male necessario”, ma di un metodo valido, considerando l’elevata qualificazione dei magistrati coinvolti. Gambardella ha sottolineato come professionisti chiamati quotidianamente a prendere decisioni di grande responsabilità siano pienamente in grado di valutare anche questioni relative a trasferimenti o avanzamenti di carriera all’interno dell’ordine giudiziario.
L’incontro ha quindi offerto un’occasione di confronto su una riforma destinata a incidere profondamente sull’equilibrio del sistema giudiziario italiano, mettendo in luce posizioni e argomentazioni a sostegno del “Sì” nel prossimo referendum.




















