Si è svolta questa mattina, al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, la tavola rotonda “Dalle scosse alle scelte – Il ruolo dei Sindaci nell’evoluzione della protezione civile”, uno dei momenti centrali della mostra “Terremoti d’Italia”.
Un confronto che ha riunito amministratori simbolo dei grandi terremoti italiani, esperti e rappresentanti istituzionali. “Sono tre esperienze che si mettono insieme – ha dichiarato, Rosanna Repole, sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi – E questo rende l’iniziativa estremamente interessante. Noi possiamo portare la testimonianza di quando la Protezione Civile non era ancora un sistema strutturato; le esperienze più recenti invece si inseriscono in un modello che nel frattempo è cresciuto ed è diventato un riferimento europeo. Anche i piccoli segnali degli ultimi giorni dimostrano che i nostri territori sono pronti, capaci di reagire con efficienza. La lezione non sembra essere stata appresa del tutto – ha poi proseguito –. Molti Comuni procedono a rilento e si scoprono fragili. L’ultimo sisma ha mostrato che alcuni enti sono arrivati persino a chiudere per problemi organizzativi”.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ripreso il tema, collegandolo anche agli eventi verificatisi in provincia negli ultimi giorni. “Ricordo bene il terremoto del 1980 e la straordinaria capacità di riscatto degli irpini – ha affermato – Da quella tragedia è nato il moderno sistema di Protezione Civile, oggi considerato tra i migliori al mondo. Ma serve maggiore responsabilità: ci sono ancora troppi Comuni che non hanno aggiornato i piani, e questo ci espone a rischi”.
Piantedosi ha fatto riferimento anche alla frana che ha interessato la strada di accesso a Montevergine, tema molto sentito sul territorio: “Quello che è accaduto nei giorni scorsi è stato fortunatamente un episodio senza vittime, ma che ha interrotto un collegamento fondamentale. Mi sono sentito con l’Abate e con il Presidente della Provincia: è stata una situazione complessa, ma abbiamo dato massima disponibilità per un ripristino rapido della viabilità e per interventi di contenimento del dissesto. Anche questo dimostra quanto conti la prevenzione e quanto sia necessario avere piani aggiornati e operativi”.
”È un territorio fragile, ma questo non lo scopriamo oggi. Qualche settimana fa sono stato qui ad Avellino a seguito dell’evento sismico che conoscete bene. Quell’evento ha messo in evidenza che gran parte dei comuni non ha un piano di protezione civile aggiornato. Ecco perché diventa importante fare attività di prevenzione: altrimenti si ragiona sempre in termini di emergenza”, fa eco Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile. “La frana sulla strada che porta al santuario di Montevergine testimonia ancora una volta che la montagna è fragile. La Regione Campania, insieme alla Provincia — che è proprietaria del terreno — e all’Abate del santuario, si è già messa in moto per rendere possibile nel più breve tempo il ripristino della viabilità”.
“La parte tecnica è in valutazione: la frana è di due giorni fa, sono circa 600 metri cubi di terreno e non è poco. Ha interessato più tratti della strada statale. Ora i tecnici stanno avviando tutte le valutazioni necessarie, incluse quelle economiche, per la messa in sicurezza e il ripristino”
«Il territorio va governato in maniera ordinaria. Le attività di prevenzione sono fondamentali. Le opere realizzate in condizioni ordinarie, in maniera previsionale, non si vedono e richiedono tempo. Bisogna fare ragionamenti che vadano oltre la durata di una legislatura. Solo così avremo una nuova gestione ordinaria del territorio, che significa prevenzione e sicurezza – conclude – ‘Fate presto’ dovrebbe significare ‘fate presto e fate bene’. Ma più che dire ‘fate presto’, bisognerebbe dire ‘siate pronti’. E per essere pronti significa essere già preparati, aver già fatto prevenzione”.

















