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Un Avellino più quadrato, organizzato e riconoscibile, ma ancora lontano da una reale maturità offensiva. Contro il Catanzaro la squadra di Raffaele Biancolino conferma i progressi mostrati nelle ultime uscite, soprattutto in termini di compattezza e tenuta difensiva, ma paga a caro prezzo l’unica vera disattenzione della gara. La linea a tre funziona, regge bene l’urto e concede poche occasioni pulite, ma un tiro dalla distanza basta a rompere l’equilibrio. In mezzo al campo il lavoro senza palla è apprezzabile, mentre la costruzione resta a tratti macchinosa. Davanti si vedono segnali incoraggianti, ma manca ancora cattiveria negli ultimi metri e continuità nella rifinitura. La panchina non riesce a cambiare l’inerzia del match e l’impressione è che, in alcune fasi, servirebbe più coraggio nelle scelte. 

Avellino-Catanzaro: le pagelle biancoverdi

Daffara 5,5. Dopo la prestazione maiuscola offerta contro il Venezia, il portiere scuola Juventus non riesce a ripetersi. Sul tiro dalla distanza di Cissè si lascia sorprendere, anche se la visuale è parzialmente coperta dalla presenza di Simic e di un attaccante giallorosso. Episodio che indirizza il match e pesa sul risultato finale.

Enrici 6. Confermato nel ruolo di braccetto destro nella linea a tre, interpreta la gara con attenzione e disciplina tattica. Non spinge molto, ma in fase difensiva è puntuale nelle letture e nelle chiusure, garantendo equilibrio e affidabilità.

Simic 6. Ancora una volta mostra grande sicurezza nei duelli individuali, imponendo fisicità e tempismo contro gli attaccanti del Catanzaro. Concede pochissimo per tutta la gara, anche se sul gol subito la sua posizione contribuisce a oscurare la visuale del portiere.

Fontanarosa 6. Completa la linea difensiva occupandosi prevalentemente della prima impostazione. Gioca una gara ordinata, scegliendo sempre la soluzione più semplice e mantenendo percentuali altissime di precisione nel passaggio. Elemento utile per la costruzione dal basso.

Missori 5,5. Prestazione opaca per l’esterno ex Sassuolo, che fatica a trovare ritmo e continuità. I numerosi possessi persi e il cartellino giallo ne condizionano la gara, rendendolo meno incisivo sia in fase offensiva che difensiva. (63’ Russo 6: entra con buona intensità, garantendo qualche strappo interessante sulla corsia sinistra e maggiore profondità)

Kumi 6. Nel primo tempo è tra i più propositivi, mettendo in difficoltà la difesa avversaria con dinamismo e intraprendenza. Suo il cross che porta alla migliore occasione per Tutino. Deve però alzare bandiera bianca nella ripresa per un problema fisico. (57’ Besaggio 5,5: al netto del gol poi annullato, fatica a dare qualità e perde diversi palloni, apparendo meno brillante del solito)

Palumbo 6. Non riesce a incidere come regista puro, ma si rende estremamente utile nel lavoro senza palla. Intelligente nelle chiusure e nel pressing, contribuisce a spezzare le linee di gioco avversarie con grande applicazione. (82’ Crespi s.v.)

Sounas 6. Primo tempo in affanno, con qualche difficoltà a trovare posizione e tempi di gioco. Nella ripresa cresce sensibilmente, diventando il principale riferimento creativo grazie a iniziative personali e a un passaggio chiave che accende l’attacco.

Cancellotti 6. Agisce largo a sinistra e nella prima frazione è uno dei più vivaci, proponendosi con continuità e buona qualità. Cala nella ripresa, ma mantiene sempre alta la soglia dell’attenzione e della concentrazione.

Tutino 6. Si sacrifica molto per la squadra, lottando su ogni pallone e cercando la via del gol in più occasioni. Va vicino alla rete con un colpo di testa e mostra segnali di crescita sul piano fisico. Gli manca solo il gol per ritrovare piena fiducia. (63’ Patierno 5,5: pochissimi palloni giocabili, resta ai margini della manovra senza riuscire a entrare in partita)

Biasci 5,5. Avulso dal gioco nel primo tempo, quando fatica a trovare spazi e palloni utili. Nella ripresa prova a scuotersi con un paio di iniziative personali, ma senza riuscire a incidere concretamente.

All. Biancolino 5,5. Il suo Avellino appare più compatto, organizzato e tonico rispetto a qualche settimana fa. I progressi sono evidenti, ma in alcune fasi della gara forse servirebbe osare di più, soprattutto quando la partita sembra chiedere una scelta più coraggiosa.