La manovra finanziaria del Comune di Avellino si appresta a varcare la soglia dell’aula consiliare, portando con sé una certezza che graverà direttamente sulle tasche dei cittadini: il rincaro della TARI. La Giunta comunale ha infatti siglato il via libera al provvedimento che sancisce l’aumento della tassa sui rifiuti, trasmettendo l’atto al Consiglio comunale, che sarà chiamato a deliberare e a esprimersi definitivamente nella seduta cruciale del prossimo 24 luglio.
A dare l’annuncio e a confermare la nota dolente per i contribuenti è l’assessore al Bilancio e ai Tributi, Rosalia Iandiorio. «L’aumento purtroppo c’è», ha dichiarato l’esponente dell’esecutivo, blindando però la scelta dietro il paravento delle normative vigenti. Secondo la ricostruzione dell’assessore, infatti, Palazzo di Città non avrebbe avuto margini di manovra: la delibera viene definita come un «atto dovuto», poiché il Comune non gode di alcuna discrezionalità nella determinazione delle cifre, interamente regolate dal Piano Economico Finanziario basato sui metodi Arera e validato dall’Ato.
Dietro i rincari, tuttavia, emerge anche un problema strutturale legato alla gestione del servizio in città. Iandiorio ha infatti acceso i riflettori su un dato politico e civile allarmante: dopo una curva positiva che aveva resistito fino al 2020, il trend della raccolta differenziata ad Avellino si è invertito, facendo registrare una preoccupante battuta d’arresto. Un calo dell’efficienza che pesa sui costi e che spinge l’amministrazione a guardare, come unica via d’uscita futura per frenare i rincari, al passaggio verso la tariffa corrispettiva, che premierà chi produce meno spazzatura.
La stampella della rottamazione per mitigare il colpo Per bilanciare l’impatto dell’aumento TARI ed evitare il collasso nei consensi, la Giunta ha inserito nella stessa sessione di voto un provvedimento di forte volontà politica: la rottamazione delle cartelle esattoriali affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Una misura che permetterà ai cittadini morosi di sanare i debiti tributari pagando esclusivamente la quota capitale, ottenendo l’azzeramento totale di sanzioni e interessi di mora.
Per le casse comunali si tratta di una boccata d’ossigeno potenziale: a fronte di crediti teorici per 28 milioni di euro (rideterminati a 7,2 milioni reali a bilancio dopo i rilievi della Corte dei Conti), il Comune punta a recuperare una stima prudenziale del 10%. Per andare incontro ai contribuenti, oltre al pagamento in un’unica soluzione, è stata prevista una dilazione extra-large fino a 54 rate bimestrali (minimo 100 euro a rata), con il primo bollettino che scadrà il 21 marzo 2027.
La parola passa ora all’assise cittadina del 24 luglio: i consiglieri dovranno ratificare il pacchetto.



















