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La partecipazione non è stata massiccia come nei giorni scorsi, ma agricoltori e studenti si sono voluti comunque ritrovare in piazza per gridare forte un concetto: lo sciopero generale è rientrato ma l’attenzione resta alta e, se necessario, ci saranno nuove mobilitazioni.

Questo l’obiettivo del presidio con assemblea pubblica tenuto in Piazza Libertà ad Avellino, che ha visto fianco a fianco agricoltori e studenti, uniti per denunciare una situazione ormai ritenuta insostenibile e per proclamare lo stato di mobilitazione permanente.L ‘obiettivo è costruire un movimento di lotta concreto, fondato su un programma di rivendicazione che rimetta le persone al centro, anteponendole ai profitti e alle speculazioni sulla crisi.

A dare voce alla protesta è Roberto Lauro, referente del Comitato Agricoltori Avellinese, che dal palco ha evidenziato la gravità del momento storico che stiamo attraversando: «Questo è un momento storico di crisi, una crisi che non è solo degli agricoltori, ma è una crisi del popolo, dei cittadini, dei consumatori. Noi possiamo e dobbiamo manifestare per i nostri diritti, per la nostra dignità».

 

Al centro della mobilitazione c’è anche il futuro delle nuove generazioni e la sopravvivenza del settore primario sul territorio, messo a dura prova da rincari insostenibili: «Siamo scesi in piazza noi agricoltori a sostegno di questi giovani che sono, che sono il nostro futuro, sono chi, sono i giovani che devono sostenere questo paese, che devono, che non devono andare via da questo paese. Noi facciamo questo per non far, per non farli andare via. Noi ci crediamo nell’agricoltura e in quello che stiamo facendo”.

La protesta punta il dito contro un sistema che penalizza la produzione locale e i consumatori, favorendo l’importazione di merci estere meno controllate: «Fra  qualche anno, per qualche anno, per i nostri prodotti italiani non ce ne saranno più, arriveranno solo prodotti dall’estero, prodotti che non sono controllati come i nostri, prodotti che sono, che sono trattati con il glifosato», tuona Lauro

“La lotta e di tutti e la vinceremo se lotteremo uniti”, rilancia il Segretario Provinciale di Rifondazione comunista, Tony Della Pia.

Si alza forte anche la voce degli studenti: “Occorre un’agenda sociale, che non è l’agenda e il programma di questo governo, ma sono rivendicazioni politiche che chiedono cose semplici, che guardano agli interessi di tutti noi, che gli interessi delle persone, di chi lavora, di chi non riesce ad arrivare a fine del mese, e debbono essere messi davanti a chi si arricchisce specula e che non sa dei problemi di tutti noi. Dei problemi di chi va in cantiere, di chi va a scuola e gli cadono i tetti in testa, di chi deve far fronte agli affitti che sono sempre più alti, di chi ogni giorno deve fare i conti con l’odissea di trasporti che in questa provincia non funzionano. Oggi rivendichiamo gli ideali di pace, perché noi non vogliamo pagare la crisi, non vogliamo pagare gli effetti delle guerre che paghiamo noi, vogliamo un’economia di pace”.