Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti in casa Avellino. Al termine dell’1-1 contro la Reggiana, Davide Ballardini analizza la prestazione dei suoi, tra il rammarico per un avvio col freno a mano tirato e la soddisfazione per la tenuta mentale mostrata dalla squadra nel resto del match.
Il tecnico ravennate non usa giri di parole per descrivere l’approccio alla gara, apparso deficitario soprattutto nei primi dieci minuti: “Eravamo disordinati nella costruzione e troppo larghi sul campo”. Un’analisi che trova conferma nell’episodio del gol subito, nato da una serie di sbavature individuali nonostante la squadra fosse in superiorità numerica: “Abbiamo sbagliato un anticipo, poi c’è stato uno scivolone di Sala, era una situazione dove eravamo coperti, ma l’errore ci è costato caro”.
Nonostante l’incertezza iniziale, Ballardini ha difeso la scelta di schierare il giovane Reale dal primo minuto, preferendolo inizialmente a nomi più esperti come Cancellotti o Fontanarosa: “Reale lo conosco dai tempi della Roma, è un ragazzo con qualità che merita di essere preso in considerazione”. L’allenatore ha poi sottolineato come la concorrenza nel reparto difensivo sia altissima, definendo i suoi difensori “bravi e impegnati“, rendendo difficile ogni settimana la scelta dei titolari.
Se la fase difensiva, dopo lo sbandamento iniziale, è stata giudicata ordinata, Ballardini chiede di più ai suoi in fase di possesso: “Siamo stati meno bravi nella costruzione e nel cercare gli spazi per mettere in difficoltà gli avversari”. Per il tecnico, la chiave per tornare alla vittoria risiede nel mantenimento di un equilibrio tattico che non prescinda mai dalla compattezza tra i reparti e dalla capacità di riaggredire subito l’avversario una volta perso il pallone. In chiusura, un messaggio di fiducia: “La soddisfazione più grande è vedere l’impegno di questi ragazzi in allenamento. È questa la base necessaria per ottenere risultati importanti”.

















