L’arte del commentare è comune, il più delle volte per esprimere il proprio parere, punti di vista o semplicemente per giudicare. Poi, però, ci sono i fatti e quelli sono incontrovertibili. E questo è il caso della campagna abbonamenti.
Il Benevento ha fatto conoscere la sua strategia qualche giorno fa: eliminazione della giornata giallorossa e delle tessere per i neonati che pure hanno mosso alcune polemiche l’anno scorso. Prezzi popolari che, comunque, qualche mugugno lo hanno generato ma qualche volta si giudica per partito preso per il solo gusto di farlo.
Poi, però, ci sono i fatti e quelli sono la rappresentazione più vera. Basta spulciare la campagna abbonamenti ufficializzata dal Savoia per capire dove sta la differenza e poter fare il giusto distinguo.
Curva a 180 euro, 10 euro a partita per le 18 sfide, una è la Giornata Bianca. E sul settore popolare la differenza è poca e a favore dei giallorossi che hanno previsto una spesa di poco superiore ai 9 euro. Tribune che oscillano, a Torre Annunziata, tra i 280 euro, passando per la centrale e 350 euro e la Vip a 500 euro, per chiudere con la Tribuna d’Onore a 1000 euro. Costi per partita che hanno dai 15 euro ai 55 euro.
Nel Sannio, invece, parliamo di altre cifre con la differenza sostanziale che emerge alla voce Tribuna centrale che a Benevento costerà 760 euro, quasi 300 euro in meno. Praticamente per ogni abbonamento Vip col Savoia, ce ne sono quasi 3 nel
Sannio, una centrale e due ridotti under 18 con un’aggiunta minima.
E tutto senza parlare della differenza sostanziale: una gioca in C, il Savoia, l’altra in B, il Benevento. Una differenza notevole, forse il rincaro sta nella presenza del Principe savoiardo che qui non c’è.
Insomma, è sempre una questione di erba limitrofa e quella del vicino stavolta non è più verde di quella sannita, è solo più costosa.




















