Come l’assedio di Troia, lungo e logorante, anche l’era Fico arriva al suo primo atto senza aver ancora sciolto il nodo principale. Lunedì 29 dicembre si terrà il primo Consiglio regionale dell’era Roberto Fico. Ma, paradosso politico, la Giunta non ci sarebbe ancora. Un’attesa estenuante. Oltre un mese. Troppo.
Eppure, proprio nelle ore che precedono il debutto istituzionale, potrebbe arrivare la svolta. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, Fico dovrebbe firmare a breve i decreti di nomina della nuova Giunta regionale. Nulla di ufficiale. Ma i nomi, ormai, circolano con una certa ostinazione.
Per il Partito Democratico dovrebbero entrare Mario Casillo, Enzo Cuomo e Roberta Santaniello. Il Movimento 5 Stelle potrebbe indicare Gilda Sportiello e Carmela Auriemma, oltre a Salvatore Micillo, che entrerebbe in quota lista del presidente. Quadro quasi definito. Ma ancora non blindato.
Per Casa Riformista sarebbe forte il nome di Tommaso Pellegrino, mentre Alleanza Verdi e Sinistra dovrebbe esprimere Fiorella Zabatta. Apparirebbe invece quasi chiuso l’accordo con la lista A Testa Alta, che porterebbe in Giunta Fulvio Bonavitacola, storico braccio destro di Vincenzo De Luca.
Secondo ambienti deluchiani, dietro questa intesa ci sarebbe il via libera di De Luca alla costruzione del campo largo alle prossime Comunali di Salerno, con il ritorno del simbolo del PD sulla scheda elettorale dopo oltre quindici anni. Un passaggio tutt’altro che marginale.
Resterebbe invece ancora in bilico la casella di Noi di Centro. Il partito di Clemente Mastella sarebbe quello che più di tutti avrebbe pagato, politicamente, la scelta di Fico di escludere gli eletti dalla Giunta. Una scelta mai davvero digerita. Nelle ultime ore avrebbe preso quota Pasquale Giuditta, cognato di Mastella e figura di fiducia assoluta. Ma resterebbero in corsa anche Pompilio Forgione e Antonella Tartaglia Polcini.
Il Consiglio è alle porte. La Giunta, forse, anche. Ma in Campania, per ora, governa ancora l’attesa.



















