Si è conclusa con una pronuncia di non doversi procedere l’udienza preliminare celebrata dinanzi al Gup del Tribunale di Benevento nei confronti di un 36enne del posto, accusato di atti persecutori ai danni dell’ex coniuge. Il procedimento era nato su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento, che aveva chiesto il rinvio a giudizio contestando il reato di stalking aggravato, con una serie di condotte ritenute persecutorie e reiterate nel tempo.
Secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo, a partire dall’agosto 2025, avrebbe posto in essere comportamenti tali da generare un grave stato d’ansia nella persona offesa, attraverso contatti insistenti, appostamenti e messaggi continui. Tra gli episodi contestati figura anche un’aggressione fisica. Agli atti si legge infatti che “in data 2.8.2025 colpiva la persona offesa attingendola con uno schiaffo al volto”. In un altro episodio, ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe contattato ripetutamente l’ex coniuge nel cuore della notte per conoscerne la posizione, raggiungendola poi presso l’abitazione di una conoscente. In quella circostanza, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe pronunciato frasi come: “sei una p*****a… ti devo uccidere, se sto combinato così la colpa è solo tua”. Un ulteriore episodio risale al 10 agosto 2025, quando l’indagato si sarebbe recato presso l’abitazione dell’ex coniuge chiedendo insistentemente di entrare. Dopo essersi allontanato, avrebbe poi telefonato affermando: “ho visto che sono scesi degli uomini da casa tua”.
L’accusa ha inoltre ricostruito una lunga sequenza di messaggi e telefonate tramite applicazioni di messaggistica, caratterizzati – secondo gli atti – da contenuti offensivi e minacciosi. Tra le espressioni riportate figurano frasi come: “ti rovino”, “ti giuro mo vedi”, “sto venendo sotto casa tua”, “ti devo far male a te e alla tua famiglia”. Agli atti risulta anche l’invio di materiale a contenuto esplicito non richiesto, che secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe stato utilizzato nel contesto di accuse personali rivolte all’ex coniuge.
Nel corso dell’inchiesta sono stati acquisiti denunce, verbali di sommarie informazioni, screenshot di conversazioni, tabulati telefonici e annotazioni di polizia giudiziaria. Nei confronti dell’indagato era stata inoltre applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
All’esito dell’udienza preliminare, il giudice ha tuttavia disposto il non doversi procedere, chiudendo il procedimento nella fase preliminare senza l’apertura del dibattimento. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Ficedolo, aveva contestato la ricostruzione accusatoria e l’insussistenza dei presupposti per il rinvio a giudizio. La decisione segna quindi la conclusione della vicenda giudiziaria in sede preliminare, ponendo fine al procedimento penale a carico del 36enne.



















