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Come spesso si dice in queste circostanze, un pezzo di storia e di vita che se ne va. E mai come nell’ultimo anno è proprio così. Personaggi che sono conosciuti da tutti, personaggi che hanno associato la propria immagine a un nome di riferimento che li ha segnati e contraddistinti per tutta la vita, anche quando questa cessa e di colpo si sente quel senso di vuoto che appare forte.

Felice Barone, ‘Feliciell’ per tutti, è scomparso all’età di 76 anni. Un carico di storie, di ricordi, tutti associati a un unico fattore: lo sport e il calcio in particolare.

Non era difficile sapere dove l’avresti trovato in ogni weekend, al Meomartini soprattutto lo vedevi andare con la sua camminata che caracollante, frutto di un incidente del passato, ma comunque sicura e spedita.

E lo trovavi per assistere alle gare del Milan Sannio, della Ferrini, della Forza e Coraggio e di altre realtà cittadine che, di volta in volta, hanno avuto il piacere di averlo nel proprio gruppo rivestendo tanti panni e difendendone uno in particolare: la passione per la squadra che stava rappresentando. Magazziniere, guardalinee, anche sotto il diluvio, l’anima di uno spogliatoio, quello che caricava per la partita importante o sollevava quando le cose non andavano bene. Insomma, lo scoglio a cui aggrapparsi perchè tutti sapevano che nessuna onda lo avrebbe scalfito, lui stava lì e avrebbe continuato a farlo. Ma soprattutto nessuno lo avrebbe abbandonato perchè una cosa è certa, Feliciell sembrava imbattibile ma aveva le sue difficoltà e le sue fragilità, cose che, però, non ha mai fatto pesare a nessuno. Era amato perchè era lui e basta.

Un amore assoluto, un modo di fare che lo ha fatto amare praticamente da tutti. Un amore che oggi si trasforma in carico di dispiacere per un’altra figura di questa città che va via ma che sa di aver lasciato talmente tanto da essere ricordato e riconosciuto da tutti.

foto tratta dal profilo di Ciro Mauro