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Poco tempo di distanza, come spesso accade nei grandi amori. Dopo Ornella Vanoni, il mondo della musica saluta anche Gino Paoli.

Il maestro ligure va via a 91 anni e lascia un’eredità pesantissima con pezzi che hanno fatto la storia della musica, l’uomo che riuscì a chiudere il ‘cielo in una stanza’, quello che scrisse una canzone dedicata alla gatta che viveva con lui o quel ‘sapore di sale’ che tutti hanno cantato almeno una volta nella vita e che è diventato anche la colonna sonora di uno dei film cult dell’estate, con tanto di cameo nel secondo capitolo di ‘Sapore di mare’.

Ligure di vita e friulano di nascita, schivo, minuto e con un colpo al cuore nel vero senso della parola che non ha mai voluto togliere nè potuto. Un segno di un dolore che voleva rimanesse impresso dentro di sè e che non l’avrebbe mai abbandonato e che ha portato, gelosamente, fino all’ultimo giorno.

Riconosciuto in lungo e in largo e ogni volta è sempre stato un tuffo nelle emozioni, una carezza all’anima. Sensazioni che lo hanno accompagnato anche nelle visite in Campania e nel Sannio dov’è tornato più volte e dove è stato protagonista di concerti memorabili, momento di grandi sentimenti e colonne sonore di lunghe storie d’amore.

Va via l’uomo che ha segnato la vita di tante persone e ha fatto sbocciare sentimenti che hanno galleggiato sulle note della sua musica e cullate da un timbro inconfondibile.