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Le telecamere de ‘La Vita in diretta‘ tornano a Paupisi, il piccolo centro del Sannio dove sei mesi fa si è consumata la strage familiare che ha sconvolto l’intera comunità. Oggi, Antonia e Mario provano a ricostruire, pezzo dopo pezzo, una quotidianità ancora possibile.
La giovane, sopravvissuta alla violenza del padre Salvatore Ocone, attualmente nel carcere di  Capodimonte, ha appreso soltanto nelle ultime ore la verità su quanto accaduto, coadiuvata da suo fratello Mario, che al momento della tragedia si trovava a Rimini per lavoro. Da allora Mario ha scelto di tornare definitivamente a Paupisi, lasciando tutto per stare vicino alla sorella. “Sono stupito da come ha affrontato questa situazione” racconta ai microfoni del programma condotto da Alberto Matano, sottolineando la forza dimostrata da Antonia in un contesto umano e psicologico estremamente complesso.
Ma la vicinanza, oggi, si scontra con un problema concreto: la necessità di perseguire una stabilità economica che consenta ai due fratelli di restare insieme. “Sto cercando lavoro in zona” spiega Mario.
Un’esigenza che diventa centrale per garantire continuità al percorso riabilitativo di Antonia, che avrà bisogno ancora di assistenza e supporto costante. A raccogliere e rilanciare questo bisogno è stato lo stesso Matano, che ha deciso di riaccendere l’interesse nazionale sulla vicenda. “L’obiettivo è quello di aiutare questa famiglia. Chiunque voglia aiutare Mario per un’occupazione può contattarci e gireremo tutto a loro. Non vedo l’ora di raccontare la rinascita di questa famiglia” ha dichiarato nel corso della puntata.