La gara finita oggi al centro dell’inchiesta della Procura di Benevento era già stata fermata dal Comune quasi un anno fa. Prima ancora della misura interdittiva eseguita nei confronti del segretario generale Riccardo Feola, l’amministrazione aveva infatti deciso di cancellare in autotutela l’intera procedura, riconoscendo una serie di irregolarità tali da imporre un nuovo affidamento.
È da qui che bisogna ripartire per comprendere quanto accaduto questa mattina a Palazzo Mosti.
L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dalla Digos e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza riguarda infatti proprio quella procedura di gara per il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale dopo gli incidenti.
Secondo l’accusa, quella gara sarebbe stata costruita per favorire un determinato operatore economico. Il disciplinare sarebbe stato predisposto con requisiti tali da restringere la concorrenza, mentre il gestore di fatto del consorzio avrebbe ricevuto informazioni riservate sull’andamento della procedura e persino indicazioni sulle possibili cause di esclusione delle imprese concorrenti. Un quadro che, per la Procura, si sarebbe accompagnato anche alla promessa di denaro in favore dell’alto dirigente comunale in cambio dell’alterazione della par condicio tra le aziende partecipanti.
Ma c’è un elemento che oggi assume un significato particolare. Quella stessa procedura non arrivò mai all’aggiudicazione. Il 30 giugno 2025 il Comune dispose l’annullamento in autotutela della gara, azzerando tutti gli atti fino a quel momento adottati e annunciando la pubblicazione di un nuovo bando.
Nella determina con cui venne disposto l’annullamento si evidenziavano diverse anomalie procedurali: dall’assenza dei criteri di valutazione nell’avviso iniziale alla nomina anticipata della commissione giudicatrice, fino ai chiarimenti trasmessi singolarmente ad alcuni operatori economici anziché essere resi pubblici a tutti i partecipanti. Irregolarità che portarono il nuovo Responsabile unico del procedimento a proporre la cancellazione dell’intera procedura e la ripartenza da zero.
Ed è esattamente ciò che è accaduto. Pochi mesi dopo il Comune ha pubblicato una nuova gara che ha seguito un iter completamente diverso e che nel marzo 2026 si è conclusa con l’aggiudicazione del servizio a un altro operatore economico.
L’inchiesta giudiziaria, invece, non si è mai fermata. Gli approfondimenti investigativi sono proseguiti sulla prima procedura, fino alla misura cautelare interdittiva eseguita oggi nei confronti del segretario generale Riccardo Feola.
Resta fermo che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




















