Presso il polo didattico al Cubo dell’Unisannio si è tenuto un confronto dedicato a un tema solo in apparenza insolito: il rapporto tra arte e diritto. Un dibattito a più voci che ha messo insieme specialisti ed esperti dei due ambiti, con l’obiettivo di approfondire una questione sempre più attuale, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie e delle sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Ad aprire l’incontro è stato il professore Giampaolo Frezza, ordinario di Diritto Privato alla Lumsa di Palermo, insieme alla docente Antonella Tartaglia Polcini, curatrice dell’iniziativa, e al docente Vincenzo Casamassima. Al centro della lezione di Frezza il tema dell’autenticità dell’opera d’arte e della tutela del diritto di proprietà, in un settore spesso complesso, esposto a interpretazioni controverse e al vaglio costante dei tribunali fino alla Corte di Cassazione.
Il punto di partenza è stato chiaro: l’arte, pur essendo espressione dell’immaginazione e della creatività, ha bisogno di regole certe quando entra nel campo della proprietà, della circolazione economica e della tutela giuridica. Da qui l’importanza dell’accertamento dell’autenticità, soprattutto quando si parla di opere contemporanee, terreno sul quale si concentrano oggi molte delle questioni più delicate.
“Sono fondamentalmente legati alla necessità di accertare l’autenticità di un’opera d’arte, soprattutto se trattiamo un’opera d’arte contemporanea. La giurisprudenza e quindi le decisioni dei giudici possono trattare le ammissibilità delle azioni e l’accertamento dell’autenticità di un’opera d’arte”, ha spiegato Frezza, soffermandosi sul rapporto stretto tra verifica dell’opera e tutela della proprietà.
Il docente ha poi evidenziato come l’orientamento giurisprudenziale italiano resti oggi molto restrittivo. “La nostra giurisprudenza è molto restrittiva, ritiene che queste azioni sono inammissibili ma in un mondo che va verso l’intelligenza artificiale, con studi e applicazioni dell’intelligenza artificiale, è fondamentale che il giudice possa dare risposte certe e incontrovertibili sull’autenticità di un’opera che ad esempio può essere prodotta interamente da un computer o da un robot”, ha aggiunto.
Un passaggio che ha allargato il ragionamento al presente e al futuro dell’arte contemporanea, sempre più esposta, secondo Frezza, al rischio di manipolazioni legate proprio all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un fenomeno che rende ancora più urgente la definizione di criteri chiari e strumenti efficaci per garantire affidabilità e tutela.
“Il diritto deve dare risposte che si possono fondare su principi di affidamento, pubblica fede, certezza e sicurezza. I capitali che vengono investiti poi sono molto significativi”, ha concluso Frezza, sottolineando come attorno al mercato dell’arte ruotino interessi economici rilevanti e, di conseguenza, la necessità di una cornice normativa sempre più solida.
L’incontro ospitato all’Unisannio ha così acceso i riflettori su un nodo destinato a diventare centrale nei prossimi anni: quello di un equilibrio possibile tra creatività, innovazione tecnologica e garanzie giuridiche.




















