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Un gruppo con una passione unica, quella del ciclismo. Così è nata l’Asd Messina 1925, l’associazione sportiva che accomuna tanti appassionati nel nome di Lucio Giulio Messina, emblema di uno sport praticato da tante persone e che in lui hanno visto la massima espressione della disciplina nel Sannio.
L’Asd è nata con lo scopo di promuovere e sviluppare la pratica della disciplina ciclistica sia dal punto di vista agonistico che da quello sociale e il tutto fatto portando in alto il nome e il ricordo di Lucio Giulio, nonno del piccolo Davide che si è innamorato delle due ruote arrivando, una volta cresciuto, ad essere il capitano di questa squadra.
 
È per me un grande onore rappresentare questa grande famiglia. Perché è proprio così che mi piace definire questa associazione. Siamo persone che oltre a condividere la passione per questo sport, condividiamo anche momenti di vita quotidiana ‘fuori sella’. È una passione che si tramanda di generazione in generazione grazie a mio nonno Lucio Giulio che mi ha trasmesso questo amore per le due ruote. Da qui il desiderio di dare vita, insieme ad un gruppo di amici, a questo nuovo progetto sperando di far appassionare tante persone e sviluppare questo sport nel Sannio”.
 
Ce ne sono tante di testimonianze legate a nonno Lucio Giulio, specie in occasione del Giro d’Italia del 1925 e nella tappa di casa, la Benevento – Sulmona.  Una frazione in cui Girardengo provò a fare il vuoto e taglio per primo il traguardo di San Bartolomeo davanti a Belloni, Bruneri e Binda. Alle spalle di questo gruppo, a 3′, inseguiva il resto del gruppo con Messina in testa e questo gli garantì anche un premio di 300 lire. Pagine di storia e inchiostro su pagine di giornali dell’epoca che parlavano di imprese epocali e il sannita ne era parte integrante.
 
Non poteva prendere piega diversa questa storia. E così, con questo presupposti, l’Asd Messina 1925 sta muovendo i passi nel mondo del grande ciclismo con la stagione agonistica che si è aperta con la ‘Granfondo Strade Bianche 2026’. 138 km, 2000 mt di dislivello e 10 sterrati resi ancora più duri da una pioggia notturna inaspettata che ha trasformato il percorso rendendolo insidioso. Nessuno spavento per i corridori della società sannita, fango e polvere che porteranno come ricordo più importante e quel traguardo tagliato che profuma di epicità. Capitan Messina chiude 47esimo assoluto, portando a termine la gara in 4 ore, ma ottime prestazioni anche di Siciliano, Colangelo e Varricchio.
Una prova di carattere per una squadra che dimostra di crescere di giorno in giorno e che, adesso, mira a onorare la maglia e il nome di Lucio Giulio nelle gare più importanti del panorama mondiale.