Le avrebbe promesso un posto di lavoro alla Nestlé, ma prima avrebbe dovuto pagare per ottenere alcuni attestati di formazione professionale. La donna avrebbe così versato complessivamente 1.430 euro, senza però ottenere l’assunzione prospettata.
Sul caso ha aperto un’inchiesta la Procura della Repubblica di Nuoro, che ha disposto la perquisizione nei confronti di L.D., un 40enne originario di Benevento. L’uomo deve rispondere dell’ipotesi di truffa. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Nuoro tra il 30 dicembre 2025 e il 26 marzo 2026. Tutto sarebbe cominciato sui social. La donna, secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione e sequestro, avrebbe raccontato nella querela di aver conosciuto l’uomo attraverso TikTok. Da quella conoscenza sarebbe nata la proposta: la possibilità di essere assunta presso Nestlé S.p.A., a condizione però di conseguire specifici attestati di formazione professionale. Per ottenerli sarebbero stati necessari alcuni pagamenti.
La promessa dell’assunzione alla Nestlé e i 1.430 euro versati
La donna avrebbe quindi effettuato diversi bonifici, arrivando a versare complessivamente 1.430 euro. Ma, stando all’ipotesi investigativa, dopo i pagamenti la promessa assunzione non si sarebbe mai concretizzata. A quel punto è scattata la denuncia e sono partiti gli accertamenti dei Carabinieri di Nuoro. Le successive attività investigative avrebbero consentito di ricostruire il percorso del denaro. Secondo quanto indicato nel provvedimento della Procura, i pagamenti della persona offesa sarebbero confluiti su una carta Postepay intestata al 40enne. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato che i contatti telefonici con la donna sarebbero avvenuti attraverso due utenze riconducibili allo stesso indagato.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura di Nuoro ha disposto la perquisizione personale, dell’abitazione e degli altri locali o veicoli nella disponibilità dell’uomo. Nel mirino degli investigatori ci sono in particolare la carta Postepay sulla quale sarebbero arrivati i soldi, la relativa documentazione, le schede telefoniche indicate nel provvedimento ed eventuali altri elementi ritenuti utili per ricostruire la vicenda. È stato disposto anche il sequestro delle cose eventualmente rinvenute e considerate pertinenti al reato contestato.
Il 40enne risulta indagato per l’ipotesi di truffa.


















