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Una particolare attenzione per la peculiare situazione sociale ed economica che attraversano le aree interne della Campania di nord ovest, afflitte dallo spopolamento, grazie alla massima disponibilità dell’ascolto della gente.

Mons. Michele Autuoro, nuovo arcivescovo metropolita di Benevento che si insedia proprio oggi domenica 29 giugno, ha voluto insistere molto su questo punto nel suo incontro di buon mattino con la Stampa, un inedito per Benevento, presso la Sala del Centenario della Basilica della Madonna delle Grazie, prima di svolgere una visita privata alla Caritas e all‘Ospedale Fatebenefratelli a chiudere la prima parte del giornata, evidentemente il prologo dell’insediamento vero e proprio fissato presso la Cattedrale nel pomeriggio. Per il nuovo Arcivescovo, successore di mons. Felice Accrocca oggi Vescovo ad Assisi, l’obiettivo da raggiungere sta in una Chiesa universale, anche se con la volontà’ di muoversi nel solco tracciato dal predecessore che tanto si impegnò sul tema della salvaguardia delle aree fragili, presenti a Nord come a Sud ed in particolare nel Sannio e nell’Irpinia. Accompagnato dall’amministratore diocesano don Franco Iampietro e da don Marco Capaldo dell’ufficio liturgico, il nuovo arcivescovo metropolita ha affrontato numerosi temi nell’incontro con la Stampa, anche se ha ammesso: “Non sono abituato a tutta questa attenzione. Sono timido, ma non sono a disagio stamattina. Non conoscevo questa terra; ero stato soltanto qualche volta al Centro La Pace e a Pietrelcina con la parrocchia in diverse realta’ tra Procida e Napoli. Ora voglio conoscere e ascoltare”.

Poi ha aggiunto: “Mi capita spesso di ascoltare e sentire quando vado in giro e qualcuno oggi non sa che cosa sono i vescovi. Mi e’ capitato a Roma. Io non avevo mai visitato Benevento ho letto qualcosa visto la sua storia. Certo nelle settimane scorso ero venuto in città per fare qualche conoscenza e ieri con Don Marco ho visitato un po’ il centro storico e visitato i posti dove oggi ascolterò e conoscerò istituzioni e associazioni. Non conoscevo davvero nessuno e ora sono desideroso di conoscere e ascoltare”. Il nuovo Pastore poi ha detto: “Cristo possa accompagnare i passi delle nostre chiese anche dove ci sono tenebre fatiche speranze”.

L’Arcivescovo non ha mancato un qualche momento rievocativo maggiormente privato in particolare quando ha rivelato le sensazioni provate al momento dell’annuncio del nuovo incarico nel Sannio: “Ho accolto con gioia questa nomina. Sono stato chiamato nei giorni delle reliquie di San Gennaro. Un legame ci unisce e una testimonianza per riscoprire una fede di fare scelte coraggiose che costano da una coscienza illuminata coerenza delle scelte. san Gennaro ci insegna una coerenza coraggiosa quotidiana sempre”. Sul delicato tema dello spopolamento e aree interne, mons. Autuoro h affermato con forza: “A fine agosto terremo un incontro su questo. Mons. Accrocca ha avviato questo processo di cambiamento. I valori, gli ideali devo essere vissuti per vivere un nuovo umanesimo“. Poi ha aggiunto:” Spopolamento e’ una periferia esistenziale servizi che mancano tutta la questione sanitaria davvero critica”. Un altro argomento assai delicato e spinoso affrontato dall’Arcivescovo ha riguardato la crisi delle vocazioni e a tale proposito mons. Autuoro ha spiegato: “Soffriamo una crisi di fraternità. Dobbiamo costruire insieme ed essere custodi della creazione. C’e’ stato un calo vocazionale generale. Occorre sollecitare la pastorale giovanile”. Ai giovani l’arcivescovo ha spiegato: “Dialogherò e camminerò con loro. Sono disponibile per iniziare un dialogo. Nasce dalla prossimità”.

Sulla possibilità’ di dover confrontarsi con una realtà socio-economica diversa da quella di sua provenienza Mons. Autuoro ha concluso: “Non conosco ancora bene la realtà socio economica di Benevento. Ci sono distinzioni tra una realtà nella stessa Benevento. Siamo in un mondo e tempo globalizzato. Certe realtà fanno fatica anche dio reale napoletane. Io in questa fase mi dedicherò alla conoscenza all’ascolto non solo dei sacerdoti ma dialogo con istituzioni e realtà del territorio”.