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A Roma, Avanti-PSI ha acceso i riflettori sul progetto Avanti per l’Italia, una piattaforma politica che ambisce a rafforzare l’area liberal-socialista nel centrosinistra. Meno testimonianza, più struttura. Meno nostalgia, più visione europea.

Un’iniziativa che guarda al futuro ma parte da un dato politico preciso: costruire uno spazio riformista riconoscibile, moderno, radicale nelle proposte e saldo nei valori. Europeismo, giustizia sociale, innovazione concreta. Senza infingimenti.

All’evento romano c’era anche il Sannio. Presente una delegazione territoriale con Luigi Diego Perifano, componente della segreteria nazionale di Avanti-PSI, tra i protagonisti del confronto: “Dopo Napoli, ieri a Roma, e la settimana prossima a Milano, continua il dibattito sul progetto di Avanti per l’Italia. L’idea è quella di rafforzare, all’interno del centrosinistra, l’area liberal-socialista, costruendo una piattaforma programmatica in cui sia ben visibile un riformismo dai tratti moderni, radicale nelle spinte innovative e fortemente connotato da valori europeisti”.

Un percorso che, come sottolinea Perifano, nasce da un’esperienza concreta. Quella campana. Non un laboratorio astratto, ma un banco di prova elettorale già superato: “L’impulso a seguire questo percorso è venuto proprio dalla nostra regione, dove, nella recente tornata elettorale, nella lista Avanti Campania si sono ritrovati socialisti, cattolici democratici, repubblicani, esponenti del volontariato e dell’associazionismo. Il risultato, dovuto alla tenace opera di Enzo Maraio, è stato molto incoraggiante, con il 6% dei voti e tre consiglieri regionali eletti. Ora le varie componenti politiche, che già hanno collaborato in Campania, stanno ragionando su scala nazionale per costruire qualcosa insieme”.

Roma, però, non è stata solo un momento organizzativo. Dal palco di Avanti per l’Italia è arrivata anche una presa di posizione netta sul referendum, rivendicata senza ambiguità e senza forzature: “Come socialisti – continua Perifano – siamo fortemente impegnati a dare il nostro contributo nella campagna referendaria. Il nostro sarà un sì ragionato, basato sulla lettura tecnica della riforma: si tratta di dare attuazione all’art.111 della Costituzione, che prescrive come nel giusto processo accusa e difesa debbano fronteggiarsi ad armi pari, davanti a un giudice terzo e imparziale”.

E la linea è chiara anche su ciò che Avanti-PSI non vuole essere: “Il nostro sì non ha nulla a che vedere con quello di chi vorrebbe trasformare il referendum in una spedizione punitiva nei confronti della magistratura. Abbiamo molto rispetto per la funzione giudiziaria e chiediamo che nel dibattito vi sia più pacatezza e meno acredine, per evitare lacerazioni nei rapporti tra poteri costituzionali”.