Che l’impresa fosse difficile era chiaro fin dalla vigilia, ma il Benevento ci ha messo molto del suo nella notte del “Franchi” chiusa con un 4-1 da mettere in valigia insieme all’eliminazione dalla Coppa Italia. Come contro il Ravenna, i giallorossi hanno pagato le troppe leggerezze spianando subito la strada alla Viola in gol dopo appena un minuto, complice un appoggio sbagliato in uscita di Prisco al suo secondo errore simile dopo quello contro i romagnoli.
Poi per una buona mezz’ora è stato il Benevento a fare la gara ma con un ritmo troppo compassato per fare davvero male alla squadra di Grosso. Quello che fa ben sperare, però, è che quando le gambe gireranno meglio il ritmo sarà più alto ed aumenterà in maniera esponenziale l’imprevedibilità offensiva della Strega che è stata capace di arrivare con ordine a ridosso dell’area avversaria. Bisogno considerare, inoltre, quello che non è certo un dettaglio: il Benevento aveva davanti una big di serie A che ha fatto un mercato coi fiocchi, parametro in base al quale va inevitabilmente valutata la prestazione dei giallorossi.
Scarsa incisività
È chiaro che Salvemini aveva davanti una difesa di serie A, ma l’attaccante di Floro Flores si è fatto fin troppo fagocitare dai Viola non riuscendo mai ad incidere neanche quando ha provato a venire a ricevere il pallone venti metri più dietro. Positivi gli ingressi di Okereke e Verdi che hanno alzato il tasso tecnico a ridosso dell’area della Fiorentina. Nel finale Verdi ha dovuto fare i conti con un infortunio sperando non sia nulla di grave.
Bene Lamesta, autore oltre al gol di un sinistro velenoso sul quale è servito il miglior De Gea per evitare il gol. Chi scende? Caldirola è apparso in ritardo per chiudere tutti i buchi e spesso si è fatto trovare fuori posizione. Meglio Scognamillo, però troppo morbido sul 2-0 di Kean sul quale poteva fare sicuramente di più. Senza infamia e senza lode la gara di Talia, piazzato di nuovo nel tridente a ridosso di Salvemini ma mai capace di incidere con qualche giocata decisiva.
Gioventù
Non capita tutti i giorni, a 17 anni di essere spedito in campo dal 1’ contro la Fiorentina, non proprio l’ultima arrivata. Giugliano non ha battuto ciglio e si è piazzato sulla sinistra senza mai nascondersi: sue un paio di ottime iniziative con il ragazzo che può essere una risorsa durante la stagione con la sua imprevidibilità.
Risalita
Dopo la prova con pochi alti e tanti bassi contro il Ravenna, gara decisamente con il segno positivo al “Franchi” per Beruatto che nel finale ha anche sfiorato il gol con un sinistro che ha fatto la barba al palo. La condizione non può essere quella dei giorni migliori, ma la prestazione contro la Viola fa ben sperare per il futuro.
Esperienza
Preferito a Pierozzi, Sernicola sulla destra ha assicurato una buona spinta spedendo anche un paio di cross molto interessanti in mezzo all’area. Bene Maita in mezzo al campo, apparso assolutamente a suo agio in un contesto di categoria superiore come quello del Franchi. Tra i pali poche le colpe di Vannucchi, forse solo poco reattivo sul 2-0 di Kean anche se la deviazione è avvenuta da distanza molto ravvicinata.



















