Duecento, trecento, poco importa. Chi scende in piazza per chiedere chiarezza sul governo della propria città merita rispetto, non ironia. E chiamare “forcaiola” quella richiesta è solo un modo per non rispondere nel merito.
Lo ripetiamo, come abbiamo fatto fin dal primo giorno. Rispettiamo il lavoro della magistratura e la presunzione di innocenza. La responsabilità politica però è un’altra cosa, e riguarda chi ha scelto dirigenti e collaboratori. Su questo l’amministrazione Mastella una risposta non l’ha ancora data.
La maggioranza preferisce citare un sondaggio. Noi preferiamo guardare a quello che i beneventani vivono ogni giorno. Una città che perde residenti e vede partire i suoi ragazzi. Un’economia che, dati Unioncamere alla mano, cresce meno del resto del Paese. Cantieri che si trascinano per anni e uffici comunali rallentati proprio dall’inchiesta. Sono questi i numeri che dovrebbero preoccupare chi governa.
“Piazze piene, urne vuote”, scrivono. Le urne arriveranno nel 2027 e lì decideranno i cittadini, non i comunicati. Noi ci arriveremo con un percorso aperto alle forze progressiste e civiche e con proposte concrete su legalità, lavoro, spopolamento e opere pubbliche.
Quanto alla “riunione di condominio”, accettiamo volentieri il paragone. Benevento è la casa di tutti noi. E in ogni condominio, quando i conti non tornano, l’amministratore deve rendere conto a chi ci abita. Non prendere in giro chi fa domande”, così nella nota la segreteria cittadina del Partito Democratico.


















