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Non è un blasone ad essere sinonimo di successo acquisito. Nel calcio conta la fame, la passione, la qualità, il sacrificio e l’applicazione ferrea e questa può andare ben oltre una storia e un nome. E’ così che si spiega il pareggio tra Apice ed Ebolitana, con i sanniti che hanno portato a casa un punto dal ‘Dirceu’ dimostrando essere degna prima della classe e che le proprie chance di promozione in D sono intatte, se non addirittura aumentate.

La formazione di Cioffi ha deciso di voler stare seduta al tavolo delle grandi e ha portato a termine un esame brillantemente, dimostrando tutte le caratteristiche sopra elencate ma, soprattutto, mettendo in chiaro che non ha nulla da invidiare rispetto alle big di questo torneo.

Vetta a pari punti con l’Ebolitana e mancano sette fatiche alla conclusione. Nessuna delle due può permettersi passi falsi per dare vantaggi all’avversaria e non avere più il modo di recuperare.

Il prossimo esame, per entrambe, è da circolare in rosso. L’Apice è di scena a Puglianello, l’Ebolitana ad Angri. Guardando la classifica non dovrebbe succedere nulla di particolare, il divario è ampio. Ma le motivazioni direbbero altro, giallorossi e grigiorossi sono impegnati per evitare la retrocessione diretta in Promozione. Regali non ne faranno, anzi, sono a caccia di punti pesantissimi.

Sette impegni, sette esami ancora per l’Apice e poi si passa alla discussione della tesi dal titolo: il blasone non è nulla a confronto della fame nel calcio.

Foto di Simone Petrone tratta dalla pagina Facebook Usd Apice Calcio