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In merito alla storia di maltrattamento cani che ha richiamato l’intervento di Enrico Rizzi, un nostro lettore avendo seguito interamente la situazione raccontata in tutti i dettagli anche dall’associazione “Cuori randagi” di Lina Viscariello (punto di riferimento nella valle caudina) posso affermare che le cose sono andate abbastanza diversamente da come sembrano.

Di seguito la nota:

“I cani che il signore di Airola deteneva nel suo stabile erano 4, di cui 3 erano liberi di girovagare in giardino con ampio spazio e 1 era legato a catena. (quello bianco che si vede all’inizio della diretta di Enrico Rizzi)

Alla fine sono stati sequestrati tutti e 4 perché, a valle di tutto ciò che è successo, erano sprovvisti di microchip.

Tenere il cane legato a catena non è assolutamente una cosa corretta, è un reato punibile e sanzionabile, però occorre anche un attimo calarsi nel contesto della situazione per poter dare una valutazione ad un episodio che ha visto l’utilizzo di un metodo molto forte come quello di un sequestro. Alla fine sarà chiaro che con l’intervento effettuato è stata utilizzata una soluzione spropositata e fuori contesto e che ha portato a risultati negativi anziché positivi, ma questo lo analizzeremo gradualmente.

In primis è giusto specificare che i 3 Cani che il signore aveva erano 3 trovatelli di zona che ha accolto nel suo giardino (recintato, cosa che non tutti hanno) salvandoli dalla strada. Il quarto cane (quello legato) è stata un aggiunta ulteriore e di troppo, era il cane di un vicino della contrada che lo teneva sciolto ed errante davanti una casa senza recinto e pertanto era esposto al pericolo di essere investito.

Questo cane ha iniziato a familiarizzare col signore (che poi è stato costretto a tenerlo legato) perché gli dava roba buona da mangiare e si è introdotto nel suo giardino. Da allora, il signore in oggetto, pur di non ributtarlo in strada lo ha tenuto con sé ma in quel modo.

Perché allora questo cane era legato? Perché era più vivace e grosso e litigava con gli altri 3. Quindi per evitare che si potessero sbranare tra di loro ha optato per questa soluzione, sbagliata sicuramente ma, per fornire un giudizio completo sulla situazione, dobbiamo anche osservare che il cane non era in uno stato di sofferenza a causa della legatura, dal video si vede subito che il cane era calmo e tranquillo e che alla visione del padrone ha scodinzolato, segno che il cane non era maltrattato come molti potrebbero pensare. Il casolare era vecchio e disordinato però il cane era nel pulito, non aveva feci vicino a lui, segno che presumibilmente non era attaccato in modo permanente come si possa pensare.

Cosa mangiavano i cani? I cani venivano ben nutriti, per l’attività lavorativa che il Signore svolge la carne non manca, pertanto i cani venivano cibati con croccantini e carne.

Stando alla sola diretta di Enrico Rizzi e ai titoli dei post (la gente spesso legge solo quelli e non approfondisce) e ad una versione dei fatti raccontata senza esplicitare tutti i dettagli sopra menzionati, sui social stanno girando messaggi di odio nei confronti di questa persona.. Che in realtà a parte alcuni errori (purtroppo abbastanza evidenti) non è assolutamente un mostro come molti stanmo pensando, anzi, errori a parte è una persona che ha salvato 3+1 cani dalla strada. Col quarto cane non sapeva come fare e ha agito così.. E proprio su quest’ultimo punto è il caso soffermarsi e riflettere, perché, contattando un’associazione di volontariato operante sul territorio si poteva trovare una soluzione per il quarto cane senza intaccare l’equilibrio che si era creato con gli altri 3 e magari fargli capire che anche quegli altri 3 cani andavamo chippati e messi a norma.

Oltre alla legatura e la non chippatura, questo signore si è reso colpevole di aver risposto in malo modo ad Enrico Rizzi quando si è presentato.. I toni e le esclamazioni che ha usato sono state pessime.. Ma dietro questo cattivo modo di rispondere c’è sempre un uomo che ha salvato dalla strada 3+1 cani.

Comunque, tracciando un po’ le somme, detto in maniera molto obiettiva franca e diretta, l’intervento di Enrico Rizzi oggi è stato assolutamente controproducente per il benessere e la qualità di vita degli animali ; ha indubbiamente introdotto una peggioria e non una miglioria e vi spiego il perché:
I 3 cani in giardino stavano bene e il quarto, paradossalmente quello che stava male, stava meglio così che come starà in canile.
Adesso andranno tutti e 4 in un canile già sovraffollato, dovranno subire un intervento di castrazione (obbligatorio per l’ingresso in canile) che in età anziana o adulta potrebbe essere rischioso.

Dietro questa osservazione c’è un antipatia o si è contro ad Enrico Rizzi come persona? Assolutamente No, e vi dico che sono un suo estimatore, ma oggi il suo intervento non si è sposato bene col contesto. Enrico Rizzi dovrebbe interviene e va chiamato in casi di estrema urgenza, dove le forze dell’ordine necessitano di essere sollecitate perché c’è una controparte irragionevole con la quale non si riesce né a dialogare e né a risolvere in nessun modo che possa portare ad una rieducazione e/o normalizzazione del proprietario, In questi casi, Il sequestro e il trasferimento in canile è la extrema ratio che deve essere usata e lui potrebbe essere la persona giusta per fare questo.

Enrico Rizzi “giustamente” è stato allertato per un maltrattamento/cane tenuto a catena, ed è intervenuto in maniera risoluta per risolvere quello che è il problema che gli è stato “descritto” da lontano e che poi ha visto da vicino soltanto in quei primi minuti di osservazione. Quindi lui ha agito bene in virtù di quello che è il suo lavoro e ruolo quindi é scattato un iter di sequestro e sono finiti in canile e poi come va a finire la situazione così la si prende pace e bene.

Ma allora quale era la Cosa giusta da fare? Contattare le associazioni di riferimento sul posto e spiegare bene la situazione.
Un’associazione cerca sempre di mediare, salvare il salvabile e di non mandare inutilmente al canile i cani come unica soluzione. Può optare per un tentativo di “rieducazione” del proprietario mettendo sulla corretta strada, oppure può osservare il problema, analizzare la situazione con più calma in un arco temporale maggiore (che non sia una singola mattinata come oggi) quindi puó trovare quella che è la giusta soluzione tenendo conto dell’intera situazione, della conoscenza specifica del territorio e di tutti i vincoli e compromessi del caso.

Quindi in definitiva, per il benessere dei cani, affinché venga selezionato l’intervento giusto e adatto al contesto di riferimento, si invitano ai cittadini di contattare sempre prima un’associazione locale di competenza (a Benevento e provincia ne abbiamo tante come LNDC, OIPA, etc..) , e soltanto in casi di assenza o di forza maggiore far intervenire attivisti esterni come Enrico Rizzi“.

Grazie e buona giornata