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Il valore dell’accoglienza dell‘inclusione e della diversità.

L’Arcidiocesi di Benevento ha vissuto questa mattina un momento di alto valore simbolico e di forte significato morale: il Giubileo dei migranti. Un appuntamento di comunione e preghiera. L’iniziativa organizzata dall’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Benevento, si è svolta nella parrocchia cittadina del Sacro Cuore. Un incontro tra popoli e culture  che ha riguardato anche enogastronomia e tradizioni. 

Le diversità tra le genti costituiscono una risorsa preziosa, capace di arricchire e donare una visione più ampia e sfaccettata in ogni ambito sociale: questo il messaggio che l’iniziativa ha voluto lanciare anche quale auspicio di una nuova comunione tra i popoli.  Nel  territorio sannita in questi ultimi tempi si è registrata una forte crescita di comunità provenienti da Paesi lontani: in particolare è stata notata una forte crescita di quella egiziana e pakistana all’evento promosso dall’Arcidiocesi ed inoltre  erano presenti anche rappresentanti di comunità tra quelle insediatasi nel  Sannio e cioè colombiani, marocchini e tunisini.

L”arcivescovo  metropolita di Benevento mons. Felice Accrocca  ha preso parte all’evento ed ha espresso con forza il suo pensiero sulla vicenda dei migranti: “Sottolineiamo la ricchezza e il valore della diversità.” Mons. Accrocca ha ricordato anche quello che è sotto gli occhi di tutti attraverso i tanti canali dei media che quotidianamente testimoniano  la terribile sofferenza del popolo palestinese, oggetto e bersaglio di una terribile fase di guerra, per di più, negli ultimi giorni  alle prese con alluvioni che hanno finito con l’aggravare ulteriormente una condizione di profonda disperazione.

Mons. Accrocca ha dichiarato: “Quando vedo bambini trattati con quella ferocia torno a stigmatizzare un concetto. Ogni persona ha la sua dignità, non esistono uomini di serie A e uomini di serie B. Tutti hanno un valore  che devono essere rispettati, rispettando allo stesso tempo le leggi”. Infine l’arcivescovo, riferendosi ai migranti che cercano di raggiungere dall’Africa le coste italiane e europee, ha concluso: “Non credo che alzare steccati o minacciando di mettere carrarmati alle frontiere sia la soluzione. Non bisogna diffondere la paura, piuttosto aiutare a crescere  nel rispetto reciproco“.