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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Claudio De Padua, operaio idraulico forestale della Comunità Montana del Fortore da 35 anni

La Comunità Montana del Fortore da tempo è protagonista nelle prime pagine dei quotidiani provinciali e locali, per successi conclamati su varie tematiche, spesso o sempre si tende a mascherare il tarlo silenzioso che uccide gli operai.

Oggi 18 febbraio sono sette mensilità che non percepiamo, si avete letto bene sette stipendi.

Ancora una volta si evidenzia un nodo spinoso fatto di scaricabarile tra Ente e Regione Campania, un batti e ribatti di responsabilità discusso anche in presenza del Prefetto di Benevento, nulla e valso un incontro tra ente e sindacati svolto in Prefettura mesi fa, continua silenziosamente la totale assenza di interesse per questa problematica, in Europa nessuna nazione promuoverebbe uno stato di cose di questo genere, nemmeno in Africa.

I responsabili probabilmente non sono all’altezza di reggere il peso di talune responsabilità, tranne quando si tratta di inserire nell’organico dell’ente un amico o un parente,

Da operaio chiedo dignitosamente di chiudere tutte le Comunità Montane, serbatoio infruttuoso di milioni di euro e salvaguardare solo il posto di lavoro agli operai inserendoli in altri organici così come è avvenuto nelle numerose Regioni della nostra Penisola.

Sono fermamente convinto che è giunta l’ora di provvedere al taglio netto degli enti Comunità Montana E salvaguardare il lavoro solo agli operai, in fondo questi carrozzoni burocratici sono in piedi grazie e solo al lavoro  dei subalterni, allora perche’ buttare via milioni di euro per spese piramidali se poi non si paga la base della piramide?

Essere trattati come o peggio degli immigrati (a quest’ultimi sono assicurati dei fondi dall’Europa) e noi ultimi degli ultimi è una vergogna che voi amministratori dovete indossare come una tunica per tutta la vita, dietro ogni operaio c’è una famiglia, un figlio che deve studiare e mangiare, ma in verità c’è da dire che l’organico operativo è formato da piccoli imprenditori che usano i pagamenti come un salvadanaio, possono infatti aspettare anche un anno senza stipendio, e questo indebolisce il tessuto di protesta.

Se l’albero non produce frutto va tagliato disse Gesu’, le Comunità Montane sono boschi di alberi senza frutto e vanno abolite.

Come operaio riconosco lo spreco milionario di tali enti, sembrerebbe parlare contro i miei interessi, ma le regioni che hanno eliminato le Comunità Montane e hanno smistato gli operai ad altri enti, non solo hanno salvaguardato fondi europei ma hanno reso gli operai più attivi, più ricchi di dignità e professionalità. Come operaio spero che dalla Regione Campania avvenga un cambiamento epocale e si proceda alla demolizione di questo carrozzone.