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È fissata per oggi, martedì 13 gennaio 2026, presso il Tribunale di Benevento l’udienza per l’assunzione della testimonianza di due donne della provincia di Benevento, difese dagli avvocati Giorgione ed Errico, vittime di gravi episodi di violenza e intimidazione, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di N. C., 25enne residente a Grottaminarda, attualmente agli arresti domiciliari. Le deposizioni saranno raccolte tramite incidente probatorio con modalità protette, per tutelare la sicurezza e l’integrità delle persone offese. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 25enne, assistito dall’avvocato Giovanni Antonio Terrazzano, avrebbe posto in essere una serie di comportamenti persecutori e violenti nei confronti della sua compagna, con minacce, insulti e aggressioni fisiche reiterate a partire dal giugno 2025. In diverse occasioni l’uomo avrebbe inseguito la donna in casa, minacciandola con un taglierino e ferendola alla mano, danneggiato persiane e oggetti di casa per intimidire la vittima e, in un episodio drammatico nei pressi dello stadio Vigorito di Benevento, estratto una pistola durante un viaggio in auto con la donna e il loro figlio piccolo. Sempre nello stesso contesto, avrebbe distrutto il cellulare della compagna, rendendolo inutilizzabile. Gli episodi di intimidazione sarebbero proseguiti anche dopo che la donna aveva sporto querela, con messaggi minatori e fotografie inviate tramite WhatsApp che raffiguravano la sua abitazione e pistole, creando uno stato di paura costante.

Ma le accuse non riguardano solo la compagna. L’uomo avrebbe infatti molestato e minacciato anche un’altra donna, costringendola a subire atti sessuali non consensuali e aggressioni fisiche in più occasioni, anche in auto e in luoghi pubblici. Oltre alle violenze e molestie personali, l’indagato avrebbe compiuto atti intimidatori anche nei confronti di un’altra persona, un uomo, che sarebbe stato minacciato di morte e costretto a subire comportamenti pericolosi e aggressivi nei pressi della propria abitazione, fino a esplosioni intimidatorie fuori dalla sua abitazione e danneggiamenti ai veicoli.

Il procedimento, coordinato dal Pubblico Ministero, prevede ora la raccolta delle dichiarazioni protette delle due donne vittime, che potranno così fornire al giudice un quadro completo dei fatti.