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Nel Sannio la partita sarebbe tutt’altro che chiusa. Anche se oggi il seggio risulterebbe assegnato a Fernando Errico di Forza Italia, il vantaggio su Mario Ferraro di Fratelli d’Italia sarebbe talmente esiguo, appena 33 voti, da lasciare aperta più di una crepa nella solidità del risultato. E in quella crepa potrebbe infilarsi un possibile riconteggio che, se disposto, cambierebbe radicalmente gli equilibri.

L’assegnazione dei seggi nel centrodestra, infatti, dipenderebbe proprio da questo duello sannita sul filo dei voti. Con Errico avanti di pochissimo, il seggio irpino resta oggi nelle mani di Ettore Zecchino. Ma se dal controllo delle schede dovesse emergere un ribaltamento, l’intero assetto salterebbe.

Il seggio verrebbe spostato su Benevento, con Ferraro che supererebbe Errico, aprendo un varco inaspettato in Irpinia. E in quello spiraglio potrebbe rientrare prepotentemente nel gioco anche Gianluca Festa, che con le sue 5.398 preferenze resterebbe in attesa del destino di quelle trenta schede e poco più. Schede che, paradossalmente, potrebbero pesare più di migliaia di voti espressi altrove.

Oggi il quadro rimarrebbe fermo: Errico vincente nel Sannio, Ferraro immediatamente dietro, Zecchino assegnatario del seggio irpino. Ma finché quello scarto resterà così sottile, ogni verifica, ogni conteggio, ogni scheda giudicata “dubbia” potrebbe innescare un effetto domino.

Nel Sannio non si tratterebbe solo di un riconteggio: si tratterebbe di ridisegnare, con un numero da prefisso telefonico, il futuro politico di più territori. E in quell’incrocio di voti, nomi e numeri, potrebbe ritrovarsi di nuovo in pista anche Gianluca Festa.