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Il quadro è definito, almeno sulla carta. Le liste iniziano a prendere forma, i nomi circolano con sempre meno prudenza e i contatti si moltiplicano sottotraccia. Le elezioni provinciali non sono ancora iniziate ufficialmente, ma la partita è già entrata nel vivo. Sette liste per dieci seggi. E una data cerchiata in rosso: sabato 28 febbraio 2026.

La maggioranza prova a blindare il fortino. Tre liste in campo. Due marchiate Noi di Centro, una per gli alleati ormai stabilmente “organici” di Essere Democratici. Mastella osserva, coordina, suggerisce. Nulla è lasciato al caso.

Dall’altra parte il centrodestra si presenta diviso. Ognuno per sé, come due anni fa non era. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega.

Ma con una particolarità: il simbolo del Carroccio finirà dentro la civica Sannio Insieme, che accoglierà anche uomini vicini a Domenico Parisi, neo coordinatore provinciale e amministratori civici. Segnale chiaro: il sindaco di Limatola vuole dare al partito un’impronta diversa, allargare la base per continuare a crescere.

Il Partito Democratico corre con una sola lista. Ma non senza grattacapi. Dopo l’avvicendamento in segreteria, con Filomena Marcantonio subentrata a Cacciano, il nodo vero restano le alleanze.

E soprattutto l’atteggiamento da tenere verso chi, a Benevento, Mastella lo contrasta senza tentennamenti: Luigi Diego Perifano, Angelo Miceli (Avanti-PSI) e Giovanna Megna (AVS).

Loro non arretrano di un millimetro. Opposizione in Comune, opposizione anche in Provincia. Resta da capire se il PD accetterà di rinunciare al simbolo per una civica “semi-larga” o se preferirà correre da solo, pagando il prezzo. Intanto i nomi iniziano a circolare. E pesano.

Confermata, salvo sorprese, la ricandidatura dell’uscente Alfonso Ciervo per Essere Democratici.

In casa Noi di Centro si ragiona su una staffetta: Nascenzio Iannace o Giuseppe Ricci. Il sindaco di San Giorgio del Sannio è uno dei cavalli su cui Mastella sembra voler puntare. Ma proprio San Giorgio rischia di diventare una mina: Forza Italia spinge per Giacomo Zampetti, aprendo crepe nel Medio Calore.

Più complesso il quadro degli uscenti. Anna Iachetta è già in campagna elettorale, Vincenzo Fuschini potrebbe farsi da parte. Spazio, forse, a una candidatura dalla Valle Caudina.

Il nome che circola è quello di Ornella De Sisto, resta però sul tavolo anche Michele Napoletano.

Chi, invece, dovrebbe già essere in campagna elettorale è Gerardo Giorgione: dopo le paventate dimissioni è stato promosso a vice ed ora sarà in corsa per un seggio alla Rocca.

Parla al femminile anche Fratelli d’Italia. Due profili forti: Annalisa Clemente a Montesarchio, al posto di Gaetano Mauriello, e Antonella Rinaldi a San Giorgio del Sannio.

Resta sullo sfondo Carmine Agostinelli, che continua a essere considerato una carta spendibile per la futura presidenza della Provincia.

Per quanto riguarda Sannio Insieme, saranno sicuramente della partita i sindaci Armando Rocco e Mauro De Ieso, così come il consigliere Silvio Falato di Guardia Sanframondi. Parisi e Barone sono al lavoro per costruire una lista assolutamente competitiva, con incontri mirati sui territori.

Nel PD l’uscente Giuseppe Ruggiero va verso la conferma. Ma le vere incognite sono politiche, non anagrafiche.

Che fare con Raffaele De Longis? E soprattutto, quanto pesa il ritorno in scena di Carmine Valentino, ex sindaco di Sant’Agata dei Goti, su cui spingerebbe con decisione Umberto Del Basso De Caro.

Le liste vanno chiuse entro l’8 febbraio. Il tempo stringe. Le manovre sono già in atto. E come spesso accade nel Sannio, prima che i numeri conteranno i posizionamenti.