La consigliera comunale di Benevento Rosetta De Stasio interviene sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il segretario generale del Comune, Riccardo Feola, destinatario di una misura cautelare interdittiva con sospensione dai pubblici uffici per dodici mesi nell’ambito dell’inchiesta per le ipotesi di reato di corruzione e turbata libertà degli incanti.
In una nota, De Stasio evidenzia soprattutto il ruolo ricoperto da Feola all’interno dell’ente.
“La notizia della notifica al Segretario Generale Riccardo Feola della misura cautelare interdittiva che ne dispone la sospensione temporanea dai pubblici uffici per 12 mesi, per l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti e corruzione, lascia decisamente perplessi. A prescindere dalla gravità del reato contestato, va evidenziato che al Segretario Generale era stata affidata proprio la responsabilità della prevenzione e della corruzione.
Non basta affermare che il Comune è parte lesa: probabilmente lo è la città di Benevento, ma l’Amministrazione lo è un poco meno, se si considera che, in questo caso come nell’altra vicenda che ha visto coinvolto il dirigente Santamaria, la dirigente Moretti e la funzionaria Matticola, si tratta di dirigenti individuati e nominati dall’Amministrazione.
Il garantismo è essenziale nel nostro Stato di diritto, ma è essenziale anche assumersi le proprie responsabilità politiche senza inscenare atteggiamenti di meraviglia e stupore che non convincono più nessuno.
Bisogna ammettere che la situazione è molto grave e che Benevento non merita di balzare all’onore delle cronache per fatti di questo genere. La nostra città merita cura e attenzione, ma soprattutto onestà, coerenza, trasparenza e pulizia morale. Non ci si può girare dall’altra parte come se determinate vicende non ci riguardassero.
Sono sempre stata convinta che le cose non accadono a caso e che, evidentemente, chi troppo in alto sal cade sovente …precipitevolissimevolmente.”

















