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Si sarebbero presentati come appartenenti alla Guardia di Finanza, prospettando alle vittime l’esistenza di un procedimento penale a loro carico e tentando poi di ottenere denaro e beni preziosi attraverso minacce e intimidazioni. Il piano, però, è stato sventato dall’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato in flagranza due uomini, un 39enne del Napoletano e un 53enne palermitano.

L’operazione è scattata nel tardo pomeriggio di ieri al termine di un’articolata e tempestiva attività di osservazione e pedinamento condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Benevento, con la collaborazione del NOR della Compagnia di Montesarchio e della Stazione di San Marco dei Cavoti.

I due uomini sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con terzi ancora in corso di identificazione, del reato di tentata estorsione aggravata.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, i due arrestati si sarebbero presentati falsamente come appartenenti alla Guardia di Finanza, prospettando alle vittime – una donna e il figlio – l’esistenza di un procedimento penale a loro carico relativo alla presunta clonazione di carte di credito e targhe automobilistiche utilizzate in una rapina ai danni di una gioielleria.

Attraverso gravi minacce e facendo leva sul timore di imminenti perquisizioni domiciliari, anche con l’impiego di unità cinofile, i malviventi avrebbero tentato di costringere le vittime a consegnare denaro contante, preziosi e altri beni di valore presenti nell’abitazione. Avrebbero inoltre richiesto persino i codici seriali delle banconote e l’indirizzo esatto del domicilio.

Il tentativo di estorsione non si è però concretizzato grazie alla ferma opposizione di una delle vittime e al fondamentale e tempestivo allarme lanciato al numero di emergenza dal datore di lavoro dell’uomo.

Il coordinato e immediato intervento dei Carabinieri, che avevano già avviato un mirato servizio di pedinamento, ha consentito di bloccare i due sospettati e interrompere l’azione criminosa.

I due arrestati, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale.

Come previsto dalla legge, le persone arrestate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’operazione conferma la costante presenza dell’Arma dei Carabinieri sul territorio e, come sottolineato nel comunicato, evidenzia l’importanza della prontezza di reazione delle vittime e della collaborazione con le Forze dell’Ordine di fronte a tentativi di raggiro o estorsione messi in atto attraverso qualifiche e minacce pretestuose.