Che barba, che noia. Bisogna prendere in prestito un must della tv degli anni 90 di “Casa Vianello” per raccontare lo stato d’animo di migliaia di tifosi che affollano i campi di serie C. L’oggetto del contendere è il Fvs, acronimo di Football Video Support, una sorta di cugino piccolo del Var che sta regalando in questa stagione polemiche a non finire. La Lega Pro, nonostante ben altri problemi ai quali porre un rimedio, ha pensato bene di dotarsi la scorsa estate di un Var figlio di un Dio minore con lo scopo di “ridurre gli errori”. Il tutto tra incertezze interpretative, immagini di scarsa qualità e telecamere posizionate non nella prospettiva giusta. A che prezzo? Il gioco è diventato, ormai, una quasi perenne attesa per consentire all’addetto al monitor e poi al direttore di gara di rivedere le immagini. Minuti interminabili che spezzano il ritmo della partita come quelli ieri al “Ciro Vigorito” in Benevento-Casarano quando sono stati oltre 10 i giri di lancette trascorsi dal signor Di Cicco davanti allo schermo per cercare di capire cosa era successo negli episodi oggetto di revisione. Senza contare che, ormai, arbitri ed assistenti non si assumono più la responsabilità di decisioni “live” per il timore di essere corretti dalle immagini, come nel caso dell’intervento ieri di Celiento su Salvemini, un rigore solare assegnato solo con l’ausilio del Fvs.
Serve davvero tutto questo? Il var a chiamata (gli allenatori hanno due card ciascuno per richiedere la review dell’azione all’arbitro, ndr) ha davvero permesso di migliorare la situazione in serie C? Due domande che i vertici della Lega Pro faranno bene a porsi il prima possibile e cercare soluzioni in vista del prossimo campionato perché così come è il sistema vivacchia nel più classico dei “vorrei ma non posso” con il segno meno in termini di costi-benefici. Le lamentale sono arrivate da tutte le parti, senza distinzione di gironi. Se la decisione su un episodio deve essere presa guardando immagini poco nitide e da angolazioni quasi inutili (soprattutto sul fuorigioco), non ha più senso attenersi a quanto vedono a pochi metri di distanza arbitri ed assistenti? Certo, è chiaro che gli errori continuerebbero ad esserci, ma non verrebbe almeno leso lo spettacolo, il pathos per l’esultanza di un gol. Le gare in modalità spezzatino non piacciono a nessuno. Chi di dovere ne prenda atto perché così come è stato pensato il Fvs in terza serie rischia solo di allontanare ancora di più i tifosi e non raggiungere affatto lo scopo per il quale è stato introdotto.



















