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Lo assegna? Lo toglie? Ormai con l’avvento del Var e del fratello minore Fvs in serie C, ogni decisione presa da arbitri ed assistenti non può mai considerarsi definitiva in attesa della certificazione al monitor. Quindi l’esultanza per un gol ha perso quella spontaneità di un tempo perché il vero boato, in certi casi, arriva dopo la revisione davanti lo schermo. Ma stasera in occasione di Benevento-Arezzo di Supercoppa non sarà così perché non è previsto alcun supporto tecnologico (Var o Fvs) alla terna arbitrale che dovrà cavarsela da sola. In soldoni, una rete convalidata non avrà appello, così come un cartellino che da giallo non potrà tramutarsi in rosso. Meglio? Peggio? Dipende dai punti di vista perché se è vero che Var ed Fvs assicurano (non sempre) la correzione di molti errori, al tifoso è stata di fatto tolta l’emozione di alzarsi in piedi ed esultare al 100% per una rete considerando la possibilità di pescare qualche infrazione attraverso il monitor e vanificare tutto.

Il primo impatto della Strega con il Var risale al 26 agosto 2017, giorno dello storico esordio in serie A contro il Bologna che espugnò il Ciro Vigorito grazie ad una rete di Donsah. Al Benevento in quella gara fu annullato al 90esimo il pareggio di Lucioni per un fuorigioco dopo la revisione al monitor gelando lo stadio che avrebbe, poi, dovuto attendere fino al 4 dicembre per vedere i giallorossi conquistare il primo punto in A contro il Milan (pareggio del portiere Brignoli).