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Quanto costa, nel 2026, la macchina delle indennità e dei gettoni per amministratori e consiglieri comunali. I numeri, nero su bianco, parlano di oltre un milione di euro.

Per la precisione 1.073.358,32 euro. Euro più, euro meno. Bruscolini, certo. Ma quando si parla di bilanci, anche le virgole hanno dignità. Partiamo dalle indennità.

Il Sindaco percepisce 3.860,42 euro al mese per 12 mesi. (con nota prot. n. 6927 del 20 gennaio 2026 in cui viene indicata la volontà di percepire un massimo annuo di 46.325,00 euro).

Il Vice Sindaco sale a 7.245,00 euro al mese. Totale annuo: 86.940,00 euro.

Tre assessori al 100% incassano 5.796,00 euro al mese. Ognuno porta a casa 69.552,00 euro l’anno.

Due assessori al 100%, per 11 mesi e mezzo, arrivano a 66.654,00 euro ciascuno.

Tre assessori al 50%: 2.898,00 euro al mese. 34.776,00 euro annui.

Un assessore al 50% per mezza annualità: 1.449,00 euro.

Il Presidente del Consiglio comunale percepisce 5.796,00 euro al mese. Totale: 69.552,00 euro l’anno.

La determina parla chiaro:
Indennità complessive 2026 per Sindaco, Vice e Assessori: 581.006,04 euro.
Indennità Presidente del Consiglio: 69.552,00 euro.
IRAP: 55.298,00 euro.
Contributi previdenziali: oltre 18 mila euro tra assessore e presidente.

Totale parziale: 724.458,32 euro.

E poi ci sono i gettoni di presenza.  Per il 2026 sono stati impegnati 340.000,00 euro per i consiglieri comunali. IRAP: 28.900,00 euro.

Totale gettoni: 348.900,00 euro. Somma finale. Indennità più gettoni. Oltre 1,07 milioni di euro.

Nel 2025 il totale era circa 1.001.395,97 euro. In un anno si cresce di oltre 70 mila euro. Mentre il Comune resta formalmente dentro la lunga ombra del dissesto dichiarato nel 2017 e alla procedura semplificata ex art. 258 del TUEL.

Un milione per la politica locale. Nel frattempo la città è un percorso a ostacoli. Buche ovunque. Viabilità rattoppata a pezzi. Il trasporto pubblico arranca e i dipendenti faticano a vedere lo stipendio con regolarità. I contenziosi pesano. Le transazioni pure. I sinistri si sommano.

C’è una delibera che stanzia 500 mila euro per manutenzione straordinaria. Mezzo milione per sistemare strade che sembrano campi minati. La politica, però, il suo milione lo trova.

Il punto non è demonizzare stipendi previsti dalla legge. Il punto è la proporzione. È l’equilibrio tra quanto costa la macchina politica e lo stato reale della città. Perché mentre a Palazzo Mosti contano i gettoni, Benevento conta le buche. E quelle, a oggi, non prendono indennità. Ma presentano il conto ogni giorno ai cittadini.