Tempo di lettura: 2 minuti

Si chiude in Appello una delle più note e complesse vicende giudiziarie che negli anni scorsi ha interessato il Comune di Arpaia. La Corte d’Appello di Napoli ha infatti dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati a Vincenzo D’Onofrio, 58 anni, noto come “O’ Mangiavatt”, nell’ambito dell’inchiesta che aveva coinvolto anche amministratori comunali e altri soggetti.

D’Onofrio, pluripregiudicato, era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Benevento alla pena di quattro anni di reclusione per estorsione, violenza privata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Con la decisione dei giudici di secondo grado, tali reati sono stati dichiarati prescritti, determinando il proscioglimento dell’imputato e l’estinzione della pena detentiva. Il procedimento giudiziario trae origine da una vasta indagine che coinvolse diversi amministratori del Comune di Arpaia. Tra gli imputati figuravano anche il sindaco Pasquale Fucci, tuttora in carica, e l’allora vice-sindaco Vincenzo Iorio, accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico. Entrambi, assistiti dall’avvocato Vittorio Fucci, furono assolti già in primo grado dal Tribunale di Benevento. Nel medesimo processo era coinvolta anche Maria Concetta Sais, moglie di D’Onofrio, imputata per violenza privata nei confronti del sacerdote di Arpaia: anche per lei arrivò l’assoluzione. Per quanto riguarda la posizione di Vincenzo D’Onofrio, il Tribunale di Benevento aveva accolto solo parzialmente le tesi difensive, assolvendo l’imputato dai reati di peculato, dalle accuse di minacce e violenza a pubblico ufficiale nei confronti della segretaria comunale, nonché dal concorso nei reati di abuso d’ufficio e falso ideologico. In quella sede, il reato di concussione era stato riqualificato in estorsione, con conseguente condanna per i restanti capi d’imputazione.

Con la sentenza pronunciata oggi dalla Corte d’Appello di Napoli, anche questi ultimi reati sono stati dichiarati prescritti.