Nella giornata di ieri, il personale della Squadra Mobile di Benevento ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati (in particolare l’abitazione). La misura prevede l’applicazione del braccialetto elettronico e l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 1000 metri, con il contestuale divieto di comunicare con la vittima con qualsiasi mezzo.
Il provvedimento è stato emesso nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei delitti di violenza privata e minaccia grave ai danni del fratello, portatore di handicap al 100% ai sensi della legge 104/92.
L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia sporta dalla persona offesa, la quale ha riferito di aver subito, in due distinte occasioni, condotte violente da parte del fratello. Nello specifico, la vittima ha raccontato che, mentre si trovava a bordo del proprio motorino elettrico per disabili, è stata inseguita dall’indagato alla guida della sua autovettura.
Situazione di pericolo
Quest’ultimo l’ha costretta a manovre azzardate per evitare la collisione: la prima volta attraverso ripetute e pericolose accelerazioni, la seconda tagliandole improvvisamente la strada dopo un sorpasso. In questo secondo episodio, nonostante la vittima fosse riuscita a fuggire, l’uomo l’ha inseguita per incuterle ulteriore timore, rivolgendole gravi minacce e urlando che l’avrebbe “mandata all’ospedale”.
L’attendibilità del racconto della persona offesa è stata confermata dalle s.i.t. (sommarie informazioni testimoniali) rese dalla sorella, dal cognato, dalla zia e da un’amica. In particolare, i primi due familiari erano presenti a un tentativo di confronto tra i fratelli, durante il quale l’uomo non ha nascosto le proprie intenzioni criminose.
I riscontri decisivi sono giunti, tuttavia, dalla visione delle telecamere di sorveglianza cittadine, che hanno immortalato in modo evidente la seconda condotta delittuosa, confermando integralmente quanto denunciato dalla vittima.
Trattandosi di una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, restano fermi i mezzi di impugnazione e il principio di presunzione di innocenza per l’indagato fino a un’eventuale sentenza definitiva.




















